Tre giorni di tregua nella mobilitazione dei pastori sardi per non bloccare il conferimento del latte e riprendere a far lavorare i caseifici. Tre giorni nei quali la proposta messa sul tavolo per avere 72 centesimi al litro oggi e arrivare a fine stagione a un euro – anche 1,20 – come chiedono gli allevatori sardi, sarà posta al vaglio del mondo delle campagne. Si chiude così il tavolo di filiera convocato dal ministro Gian Marco Centinaio a Cagliari tra il Governo, Regione sarda, imprenditori e pastori. Una trattativa non semplice, arrivata dopo quasi dieci giorni di proteste e tensioni sul prezzo del latte.

La proposta, che potrebbe far raggiungere un accordo in extremis, prevede 72 centesimi Iva compresa al litro come acconto per il conferimento del prodotto e un saldo ancorato a una griglia che, considerando interventi di Regione e Stato pari a quasi 50 milioni, dovrebbe far sollevare il prezzo vicino a quello richiesto dai pastori, cioè almeno un euro. A maggio ci sarà una prima verifica con il calcolo del valore medio negli ultimi 12 mesi, mentre a novembre il calcolo del prezzo medio con il saldo per tutta l’annata. C’è anche l’accordo per i caseifici di non vendere a meno di 6 euro e un “aggancio” a una griglia tra gli 85 cent e un euro, non solo sul pecorino romano ma anche su tre produzioni “dop”. Per quanto riguarda la parte organizzativa ci sarà una rappresentanza dei pastori nei Consorzi e altri 9 punti da inserire nel Decreto emergenza, con la previsione di controlli più stringenti.

Il confronto in giornata è andato avanti per quasi nove ore, tra proposte, controproposte e ripensamenti. I pastori non volevano saperne di scendere al di sotto l’euro, ma evidentemente sono arrivate le garanzie che chiedevano sul saldo. Poi sono stati limati gli ultimi dettagli e si è optato per i tre giorni di tregua durante i quali i pastori presenteranno la bozza di accordo a tutti, a mo’ di referendum. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru ed il ministro Centinaio hanno ribadito l’urgenza di arrivare ad una condivisione veloce della proposta. Garante dell’accordo con i pastori si farebbe la Prefettura di Cagliari. Il tavolo resta però aperto e il 21 febbraio ci si rivedrà al ministero a Roma per chiudere definitivamente.

La distanza tra le parti è stata fino all’ultimo quella dei 30 centesimi: 0,70 il prezzo ipotizzato dai trasformatori, 1 euro più iva quello che chiedevano i pastori. Il loro “oro bianco”, oggi buttato in strada o regalato a scuole, indigenti o cittadini in segno di protesta, fino a pochi giorni fa veniva conferito agli industriali a 60 centesimi al litro.

“I 72 centesimi al litro (come acconto) sono un ulteriore passo in avanti per risolvere il problema del latte di pecora. È un’ottima notizia. Possiamo dire di aver iniziato un nuovo percorso, insieme a pastori sardi e industriali, con un governo che non ha usato la repressione ma il dialogo e il buonsenso. Complimenti anche al ministro Centinaio. Continuiamo a lavorare per chiudere l’intesa. E da domani sarò personalmente in Sardegna”, ha commentato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini che durante l’incontro del 14 febbraio aveva offerto 44 milioni di euro per il ritiro di 67.000 quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato.

Mentre all’interno della prefettura erano in corso le trattative, all’esterno un corteo con un centinaio di persone è salito sino a via Canelles, a poche decine di metri dalla prefettura. La strada è stata subito sbarrata dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Cori di solidarietà con i pastori e contro gli industriali. “Come consumatori abbiamo questo potere – ha detto un manifestante al megafono – boicottiamo le aziende”. Appoggio anche dalla Chiesa e dai pastori di altre regioni, come quelli di Cascia. Negli scorsi giorni sono stati in molti ad appoggiare la protesta dei pastori, dagli studenti di vari istituti della Regione, che hanno organizzato manifestazioni, ai cittadini, compresi quelli emigrati all’estero, che hanno steso lenzuola bianche come simbolo della loro solidarietà.

Intanto Silvio Berlusconi, in Regione per un tour elettorale a sostegno del candidato del centrodestra per le regionali del 24 febbraio, Christian Solinas, ha confermato quanto detto ieri dal presidente del Parlamento europeo. “Con Antonio Tajani ci siamo già mossi, abbiamo parlato con il ministro dell’Agricoltura europeo, Phil Hogan, che ha garantito di mettere a disposizione fondi importanti per la promozione in tutta Europa dei validissimi prodotti sardi”, ha detto l’ex Cavaliere.