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Chiara Appendino in procura per caso Pasquaretta, verbale secretato: “Ho fornito informazioni e precisazioni”

L'ex portavoce della prima sindaca è indagato per estorsione. La prima cittadina: "Continuo a fare il mio lavoro con serenità. Era mio dovere essere qui oggi, per spiegare dal mio punto di vista quello che è accaduto. Mi sono presentata al primo momento utile, sono tranquilla e ho piena fiducia nella magistratura"
Chiara Appendino in procura per caso Pasquaretta, verbale secretato: “Ho fornito informazioni e precisazioni”
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È stato secretato il verbale dell’interrogatorio di Chiara Appendino nell’ambito dell’inchiesta sul suo ex portavoce, Luca Pasquaretta. A renderlo noto è la stessa prima cittadina. “Ho chiesto di essere sentita il prima possibile – afferma la prima cittadina in una nota diffusa prima di lasciare il Palagiustizia – e ho fornito le informazioni e le precisazioni rispetto alle domande che mi sono state poste. Ho massima fiducia nel lavoro della magistratura. Il verbale è stato secretato e, quindi, non posso riferire nel merito. Continuo a fare il mio lavoro con serenità. Era mio dovere essere qui oggi, per spiegare dal mio punto di vista quello che è accaduto – aggiunge – Mi sono presentata al primo momento utile, sono tranquilla e ho piena fiducia nella magistratura”. Pasquaretta, giornalista 41enne, è accusato di estorsione ai danni della prima cittadina: l’avrebbe ricattata per ottenere “contratti o contatti” per avere un posto di lavoro dopo aver lasciato, la scorsa estate, il suo incarico a Palazzo Civico. La prima cittadina è stata interrogata in qualità di persona informata dei fatti. Prima dell’Appendino è già stato sentito per oltre cinque ore l’assessore al Commercio, Alberto Sacco.

La procura di Torino indaga su un presunto un ricatto di Pasquaretta, di cui per più di due anni era stato il fidato braccio destro. L’ex portavoce della prima cittadina fu  costretto a lasciare Palazzo Civico, la scorsa estate, sull’onda dello scandalo della consulenza per una prestazione inesistente alla Fondazione del Salone del Libro. La Procura del capoluogo piemontese, che per la consulenza già gli contesta il reato di peculato, lo accusa ora di estorsione, ma anche di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta. A Pasquaretta, che nega ogni addebito e parla di un equivoco, sono stati sequestrati cellulare e computer durante la perquisizione dei giorni scorsi. I fatti contestati dal pm Gianfranco Colace, lo stesso dell’inchiesta sulla consulenza da 5mila euro, soldi poi restituiti, sarebbero successivi all’addio di Pasquaretta che è stato allontanato dallo staff della viceministro all’Economia Laura Castelli. Per Pasquaretta, giornalista 41enne di origini lucane con un passato da cronista sportivo al seguito della Juventus, di cui è anche un grande tifoso, i guai sembrano dunque non finire. L’ex “pitbull”, come era stato soprannominato a Palazzo Civico per i suoi modi di fare, risulta indagato anche per il maxischermo allestito a Parco Dora in occasione della finale Champions Juventus-Real Madrid del 3 giugno 2017, la stessa sera della tragedia di piazza San Carlo. Apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni le accuse per le quali i magistrati hanno disposto la citazione in giudizio.

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