La storia dunque si ripete. Dopo Gardone Valtrompia, un’altra scuola ha invitato dei cacciatori a parlare di tutela dell’ambiente. È accaduto a novembre a Cotronei, provincia di Crotone, dove rappresentanti della Federcaccia hanno parlato ai bimbi di una scuola primaria. Consentitemi un parallelo neppure tanto azzardato: invitare un cacciatore a parlare di ambiente è un po’ come invitare un serial killer a parlare di amore.

Anche se secondo alcune teorie – che io mi sento di condividere – forse l’unico uomo che fosse in qualche modo compatibile con l’ambiente era quello cacciatore e raccoglitore, la caccia nell’epoca moderna è stata ed è tuttora del tutto estranea alla tutela dell’ambiente. Lo è stata perché si è resa responsabile dell’estinzione di diverse specie animali. Lo è oggi perché uccide specie che sono utili per l’ecosistema e causa squilibri ambientali, come quando immette in natura animali al puro scopo di ucciderli ed essi si moltiplicano a dismisura (leggi cinghiali). Per tacere del bracconaggio. “Secondo i dati della Lav (Lega anti-vivisezione), solo in Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana ogni anno possono venire uccisi legalmente 464 milioni di animali, circa 5 milioni per ogni giornata venatoria, vale a dire 500mila all’ora, cioè 139 al secondo.”

Ma il fatto che i cacciatori vadano a istruire i bimbi consente anche di toccare un altro problema sempre attuale: quello dei minori feriti o uccisi proprio a causa della caccia o della detenzione di fucili da caccia in famiglia. L’Associazione vittime della caccia pubblica in questi giorni un dossier al riguardo. Dal 2007 alla stagione in corso abbiamo avuto 32 minori feriti e 15 minori uccisi. Questo dato rende ancora più sconcertante l’iniziativa di invitare dei cacciatori a parlare di tutela dell’ambiente nelle scuole primarie.

La stessa associazione si è fatta quindi carico di segnalare la “stranezza” di quanto accaduto a Cotronei al ministro dell’Istruzione e a quello dell’Ambiente, ma senza ricevere risposta alcuna. Del resto, la caccia anche da questo governo non è sentita come un problema, tant’è che non è neppure citata nel contratto di governo. Il che non stupisce, visto che il M5S ha abbracciato la Lega, che ha le proprie roccaforti proprio dove c’è l’industria delle armi e un buon numero di cacciatori superstiti (essi sono in drastica diminuzione dovunque). Ed è così che si continua a non mettere in discussione quell’art. 842 dei Codice Civile che consente ai cacciatori di entrare nelle proprietà altrui. In un’epoca in cui, ahimè, il privato si fa sempre più strada a dispetto del pubblico, i cacciatori devono essere salvaguardati.