Quando si parla di potassio si indica sempre la banana come la regina degli alimenti. Vero? In realtà, non è l’alimento più ricco del prezioso sale minerale. È bene dunque sapere che 100 grammi di banana ne contengono circa 350 milligrammi, quota che non pone il frutto sullo scalino più alto di un’ipotetica classifica. E così, nonostante le continue smentite da parte della scienza dell’alimentazione, i consumatori rischiano di credere nell’ennesima leggenda metropolitana.

Non a caso quando si hanno crampi per un’attività sportiva molto intensa – come quella dei runner – pressione alta o problemi di circolazione si raccomanda di consumare due banane al dì. E poi ci sono i fanatici per i quali la banana può risolvere ogni tipo di male. Così ci si sente raccontare che è un frutto insostituibile per tenere lontani i dolori muscolari, l’emicrania, i cali di concentrazione. Qualcuno la consiglia anche per l’unghia incarnita! Sempre per la solita storia del potassio.

Il potassio è di fatto un sale minerale indispensabile per il nostro organismo: agisce sul controllo della contrattilità muscolare, è alleato del sistema nervoso e aiuta a mantenere i valori corretti della pressione sanguigna. Ma “il vero responsabile della falsa credenza è l’indimenticabile campione di tennis svedese, Björn Borg, che nella pausa delle partite si faceva inquadrare dalle telecamere mentre mangiava due banane. Eppoi, anche se è vero che le banane contengono il prezioso potassio, al confronto con altri prodotti si collocano al nono posto”, ricorda il professor Giorgio Calabrese, noto nutrizionista. Gli spinaci crudi, seguiti da rucola e cavolini crudi, ma anche da kiwi, grano saraceno, noci, olive nere, indivia, finocchi hanno la leadership tra ortaggi e frutta fresca e secca. Leader assoluti per il potassio, infine, sono i pistacchi.

Le leggende sulle banane non si fermano però al solo potassio. Qualche anno fa sul web cominciò a circolare la storia, ampiamente smentita anche se in molti continuano a crederci ancora oggi, che nelle banane mature fosse contenuto un “fattore di necrosi tumorale”. In pratica, si raccomandava di portarle a piena maturazione e, appena sulla buccia comparivano le inevitabili macchioline marroni, mangiarle. La ragione? In questa fase avrebbero la capacità di contrastare e combattere le cellule cancerose. E per dare validità a questa bufala si citava una fantomatica ricerca giapponese. Che esiste davvero.

Il riferimento è allo studio – che non ci risulta sia stato mai pubblicato su riviste scientifiche autorevoli – di due ricercatori giapponesi, Haruyo Iwasawa e Masatoshi Yamazaki, della facoltà di scienze farmaceutiche dell’Università di Teikyo. I due scienziati però non fanno mai riferimento al fattore di necrosi tumorale. In parole povere, le banane sono totalmente prive di questa sostanza. Anzi, le banane, a partire dal loro grado di maturazione, possono racchiudere una quota più o meno elevata di serotonina e dopamina, due ormoni che stimolano l’attività dei macrofagi. Anche in questo caso, però, siamo in presenza di un effetto limitato che, di certo, non può essere in alcun modo considerato una “cura”. La morale? Se proprio volete mangiarvi qualche banana, ce ne sono in commercio da agricoltura biologica o dal commercio equo e solidale: contengono vitamine e sali minerali, come tanti altri alimenti che sono alla base di un regime alimentare adeguato.

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