Se il Pd dovesse rinunciare al simbolo alle prossime Europee, come prospettato da Nicola Zingaretti, “non sarebbe un problema, tanto i valori originali, che erano alla base li ha già traditi da un pezzo“. Parola di Nicola Storto, art director di 37 anni che, nel 2007, disegnò il logo rosso, bianco e verde che ha accompagnato i dem negli ultimi dodici anni. “C’erano il rosso del partito, il bianco della democrazia e il verde dell’ecologia. È da tempo che nel partito non ci sono più”.

Intervistato da LaPresse, Storto – che ebbe l’incarico direttamente da Walter Veltroni – afferma che “il Pd doveva essere unione, ricostruzione” e “doveva parlare al popolo e alla gente che vive nel disagio ogni giorno”. E lui, sottolinea, li aveva messi nel simbolo. Ma oggi quei valori “non ci sono più”. Per questo, rivela, adesso non vota più Partito Democratico, ma “da quando esiste, voto il M5s” perché “sono più vicini a quelli che erano e sono i miei ideali”. Anche se, sottolinea Storto, da “quando sono al governo hanno leggermente deviato il loro percorso, ma non vedo altre forze vicine ai miei ideali”.

“All’inizio – aggiunge – l’idea di un’alleanza con la Lega mi disturbava, ma le decisioni sono coordinate”. In ogni caso, secondo Storto, il Carroccio di oggi “mi turba meno rispetto a quello di sei anni fa”. Poi torna sulla possibilità che il Pd decida di accantonare il simbolo alle prossime Europee: “Non mi fa nessun effetto, davvero. Disegnarlo è stato una bella esperienza, ma non ci sono molto legato – conclude – Se lo vogliono togliere nessun problema. C’erano il rosso del partito, il bianco della democrazia e il verde dell’ecologia. È da tempo che nel partito non ci sono più”.

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