Andy Murray lascia il tennis dopo Wimbledon, a luglio di quest’anno. Lo stesso campione scozzese ha annunciato, fra le lacrime, la sua decisione obbligata. “L’anca fa troppo male, impossibile andare oltre”, già difficile arrivare fino a Wimbledon, aggiungo io, per congedarsi, torneo dopo torneo, senza scalfire il ricordo del campione che fu.

Il quarto dei Big Four del tennis dunque, a soli 32 anni (li compirà il 15 maggio), lascerà. Il posto che Andy Murray è riuscito a guadagnarsi, a fianco dei ben più titolati e dotati, Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic è frutto di sudore, sacrifici, allenamenti, voglia di migliorarsi e tenacia. Analizzandone i fondamentali, in nessuno è stato migliore degli altri tre fenomeni ma, la grande dote dello scozzese è stata quella di sfidarli, sempre, come se quel livello gli appartenesse. Graffiandoli, spaventandoli e talvolta affondandoli.

Due volte campione di Wimbledon, casa sua, due volte oro olimpico (nel 2012 e nel 2016), uno Us Open e 14 Masters 1000 sono cifre che non impressioneranno chi le ricorderà fra 20 o 30 anni ma, sono successi che, ottenuti durante il regno degli altri tre meritano rispetto. Ha raggiunto anche il vertice della classifica Atp, la regolarità e le disavventure altrui hanno aiutato il suo cammino verso quel numero 1, privilegio di pochi e coronamento del sogno del ragazzo “normale” che ce la fa.

Non ricordo di aver mai tifato per lui in un match, non mi ha mai rapito il suo stile di gioco ma ho ammirato la grinta, incrollabile. Le lacrime e l’annuncio di oggi hanno aperto uno squarcio nel sentire di noi appassionati, almeno nel mio. Andy Murray ha sfondato quel muro di distacco, tipicamente britannico, ed è entrato nel cuore di tutti, questi ultimi mesi di attività saranno colmi di omaggi e ovazioni, forse più delle vittorie. Anche chi non l’ha amato sarà con lui a correre a destra e sinistra per inseguire una volée di Federer, una risposta di Djokovic o reggere uno scambio con Nadal.

Andy ha dato tutto, logorandosi fino allo sfinimento e il conseguente addio forzato per poter dire, senza rimpianti, ce l’ho fatta. Consiglierei di acquistare anche i biglietti dei primi turni al prossimo Wimbledon per non rischiare di perdersi l’ultima partita di Sir Andrew Barron Murray, saranno certamente emozioni forti.

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