Anche questa notte la terra ha tremato a Catania per via dell’attività dell’Etna, dopo il sisma tra Natale e Santo Stefano che ha causato danni e feriti in tutta la provincia. Gli strumenti dell’Ingv (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) hanno infatti registrato una decina di scosse, tutte di bassa intensità: la più forte nella zona di Adrano, di magnitudo 2.7 alle 7.15 del mattino, a una profondità di 4,4 chilometri. Altre sono state segnalate alle 4:40 a Zafferana Etnea e a Ragalna. Tra gli sfollati del terremoto del 26 dicembre, molti hanno deciso di trascorrere la notte in auto, davanti la propria abitazione inagibile, nonostante il forte freddo. C’è stato anche chi ha deciso di rientrare nelle case per passare la nottata.

“Abbiamo ospitato circa 370 persone” – “La situazione feriti è tranquilla, non abbiamo feriti gravi. Dieci sono stati portati in ospedale, 18 si sono recate con i propri mezzi nelle strutture ospedaliere, poi c’è un ultra 80enne che ha avuto la sindrome di schiacciamento”. Lo ha detto Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile intervenendo a Radio anch’io su RadioUno. “Abbiamo avuto – ha aggiunto – 1.600 richieste di sopralluoghi da parte della popolazione. Questa notte abbiamo ospitato circa 370 persone, 323 negli alberghi, 45 nelle palestre e 37 in una struttura per anziani”. Sulle polemiche per la mancata allerta, il capo della protezione civile ribatte che “l’allerta c’era ed era stata alzata: da settembre c’era l’allerta gialla. Dal 24 abbiamo registrato un aumento della sismicità”. “La scossa delle 3.19 del 26 dicembre – ha concluso Borrelli – è stata isolata rispetto a quello che era il trend. Poi naturalmente i terremoti non si possono prevedere“. Per gli esperti il sisma è legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe.

Possibilità nuove fratture ma aeroporto Catania operativo – Colate laviche che appaiono meno alimentate e che restano confinate ad alta quota nella desertica Valle del Bove, anche per il calo dei valori del tremore interno dei canali vulcanici. Dai crateri sommitali si alzano ancora intense colonne di gas e cenere lavica, legata all’attività stromboliana dei crateri, che non impatta, però, con l’attività dell’aeroporto internazionale di Catania che continua ad essere aperto ed operativo. Secondo l’Ingv, sulla base della distribuzione della sismicità attuale, si potrebbero però venire a creare nuove fratture eruttive a quote più basse di 2.400 metri, in coincidenza della parete occidentale ed in quella meridionale della Valle del Bove.

Evacuazioni ad Acireale – Sono state circa dieci le famiglie che sono state fatte evacuare la notte scorsa dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una faglia sulla strada dove si trovano le loro case che nel corso della giornata si era allargata provocando una frattura nell’asfalto. Lo sgombero delle abitazioni è stato eseguito con la collaborazione di vigili del fuoco e di carabinieri della compagnia di Acireale.

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