Avrebbe fatto pedinare quattro giornalisti per “arginare una presunta fuga di notizie e capire come i cronisti della carta stampata fossero in grado di fare i loro scoop”. La notizia – riportata da Il Sole 24Ore e da La Repubblica – vede protagonista l’ex ad del Milan Marco Fassone, attualmente in causa con la società rossonera per il suo licenziamento dell’estate scorsa. Come riferiscono i due quotidiani, la società investigativa incaricata dall’allora dirigente milanista sarebbe la Carpinvest, ingaggiata a seguito di una serie di indiscrezioni – uscite nel mese di gennaio – sui dettagli economici e piani industriali in una fase delicata della società calcistica.

Fassone, durante una riunione del club, avrebbe chiesto così di effettuare il “monitoraggio dinamico” dei quattro cronisti dal 19 febbraio al 2 marzo. Un caso venuto fuori dopo una lettera di risposta da parte dell’agenzia investigativa alla richiesta del Milan di avere ragguagli su un sollecito di pagamento. Oggetto della missiva: informare i nuovi vertici societari, nominati dal fondo Eliott subentrato ai cinesi, della loro attività svolta nei mesi precedenti su richiesta dell’allora amministratore delegato. La vicenda fa parte del contenzioso legale tra Fassone e il Milan per il quale si sta cercando un accordo extragiudiziale. L’avvocato di Fassone, Francesco Rotondi, interpellato dal Sole24Ore afferma che il suo assistito “non è coinvolto con le attività di spionaggio e che l’ udienza in tribunale dimostrerà anche questo risvolto”.