In principio fu il posticipo: domenica 29 agosto 1993, ore 20.30, Lazio-Foggia 0-0, la prima partita in pay-tv nella storia della Serie A, una rivoluzione. Poi è arrivato l’anticipo del sabato sera, ed è diventato subito un grande classico. Quindi è stata la volta delle partite alle 18, gustoso antipasto dei big match. Una decina d’anni fa per accontentare gli asiatici si sono inventati l’anticipo di mezzogiorno: tante proteste, di mogli e famiglie, persino della Chiesa, ma alla fine ci abbiamo fatto l’abitudine.  Per copiare gli inglesi ecco il “monday night” (il posticipo del lunedì) e il “Christmas box” (si gioca pure durante le vacanze di Natale). Pensavamo di averle viste tutte, e invece questa giornata di campionato ci riserva l’ennesima sorpresa: Bologna-Milan si gioca martedì sera alle 20.30. L’ultima frontiera del calcio-spezzatino.

La domanda che tutti si sono posti è: perché? La risposta è una sola: comandano le pay-tv. Anche se non ci sono state comunicazioni o spiegazioni ufficiali, è piuttosto semplice ricostruire quanto accaduto: in sede di compilazione del calendario, i dirigenti della Lega calcio guardano gli impegni delle italiane in Europa per garantirle gli stessi giorni di riposo. Specie in occasione dei turni decisivi delle coppe, come la settimana scorsa: giovedì Lazio e Milan giocavano l’ultima partita del girone (lasciamo perdere com’è finita …) dunque in teoria avrebbero dovuto scalare entrambe al lunedì, una alle 19 e l’altra alle 21, come si era già visto durante la scorsa stagione. Qui però è arrivata la trovata geniale della Lega, caldeggiata da Sky che aveva i diritti delle partite: visto che si tratta di due grandi squadre e che la fascia oraria delle 19 non è appetibile per l’auditel, perché non spalmarle su due giorni diversi così da avere addirittura due prime serate? Detto, fatto: Sky ha spinto per questa soluzione, i club non hanno mosso obiezioni (in fondo anche loro ci guadagnano con ascolti più alti: la ripartizione dei proventi dei diritti tv dipende anche da quelli).

Ecco il risultato: Bologna-Milan è la prima partita nella storia della Serie A che si gioca al martedì senza motivazioni “straordinarie”. Qualche volta era già successo in passato, ma sempre per cause ben determinate: turni infrasettimanali, recuperi di rinvii, in un paio d’occasioni era capitato alle romane per lo sbarco all’Olimpico del rugby (che logora molto il terreno di gioco). Stavolta, però, non c’è nulla di tutto ciò: si tratta di una precisa e ragionata scelta di calendario, si gioca persino al martedì sera perché conviene di più. È il segno dei tempi: tanto che dalla Lega filtra la conferma che questa è una prima volta, ma potrebbe non essere l’ultima; non subito (adesso le coppe vanno in letargo), ma a marzo, quando riprenderà l’Europa League e nel torneo saranno impegnate Napoli, Inter e Lazio, se le italiane dovessero arrivare tutte agli ottavi o ai quarti l’esperimento del posticipo del martedì potrebbe anche essere ripetuto.

Forse ci stiamo spingendo troppo oltre. Chi scrive non è un nostalgico della Serie A alla radiolina e di “Tutto il calcio minuto per minuto”; le pay-tv sono una parte fondamentale dello spettacolo e i big-match del sabato o della domenica sera sono imperdibili. Però a un certo punto bisognerà pure mettere un limite alla “televisizzazione” del pallone. Nessuno pretende di riavere tutte le partite in contemporanea alle 15, ma non è nemmeno giusto che ormai la domenica pomeriggio sia stata completamente svuotata della Serie A. E di questo passo chissà dove si arriverà: se passa il messaggio che giocare il campionato di martedì sera sia normale, in futuro potremmo spingerci anche al mercoledì o al giovedì senza problemi. Come vorrebbe il distopico progetto della Superlega europea, che propone di spostare le coppe nel weekend per relegare gli inutile campionati nazionali durante la settimana. O magari non c’è nulla di tutto questo. Forse Bologna-Milan è un regalo della Lega ai tifosi rossoneri dopo la tragicomica eliminazione in Europa League contro l’Olympiacos: in mancanza delle grandi notti di Champions, è solo un modo per riprovare l’ebbrezza di giocare al martedì sera. Ma non sarà proprio la stessa cosa. Anche perché – sia chiaro – la nostra è una boutade.

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