Il processo a carico di Innocent Oseghale, il pusher nigeriano accusato di avere ucciso e fatto a pezzi Pamela Matropietro si svolgerà con ordinario davanti alla Corte di Assise si aprirà il 13 febbraio 2019. Lo ha deciso il gup Claudio Bonifazi che la respinto la richiesta di rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena, avanzata dalla difesa, con il parere positivo della Procura di Macerata.

Il rito abbreviato era stato condizionato dai legali dell’imputato, gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, al deposito di alcune perizie medico-legali di parte e all’audizione di un testimone, un detenuto che aveva raccolto le confidenze del nigeriano. Anche la Procura aveva condizionato l’abbreviato al deposito di altre perizie e all’audizione di un altro detenuto, un collaboratore di giustizia, con cui Oseghale avrebbe ammesso di avere ucciso Pamela. In precedenza il giudice aveva accolto delle perizie presentate dallo zio di Pamela, legale della famiglia, per dimostrare che la ragazza, sottoposta a un trattamento farmacologico che la rendeva era ‘resistente’ all’eroina: ciò per escludere un decesso causato da overdose.

I reati contestati a Oseghale dal procuratore Giovanni Giorgio sono omicidio volontario, vilipendio, occultamento di cadavere e violenza sessuale. Alcune accuse sono supportate, per l’accusa, dalla testimonianza di un detenuto. Il testimone ha riferito dei particolari, appresi dal nigeriano, che poteva conoscere solo l’imputato. L’udienza gup è affidata allo stesso magistrato che ha presieduto la Corte d’assise, che il 3 ottobre ha condannato a 12 anni di carcere Luca Traini, il 29enne di Tolentino, autore dei raid razzista colpi di pistola, contro migranti. Un gesto, raccontò poi, fatto per vendicare Pamela.

A processo sono stati ammessi come parte civile anche il Comune di Macerata e il proprietario dove la vittima è stata fatta a pezzi. Nei giorni scorsi sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e a sei anni di carcere per spaccio per essere poi espulsi alla fine della pena Lucky Awelima e Desmond Lucky, i due nigeriani inizialmente coinvolti, e usciti dopo pochi mesi, nell’inchiesta sulla morte di Pamela. A Desmond Lucky viene però contestata anche una cessione di eroina alla 18enne.

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