Via Alessandro Pansa dal Dis e Alberto Manenti dall’Aise, ecco Gennaro Vecchione e Luciano Carta. Cioè per la prima volta al vertice dei servizi segreti sono finiti due generali della Guardia di Finanza. In passato, infatti, la scelta era caduta su esponenti di corpi armati diversi. In questo caso, la decisione di Lega e 5 Stelle sembra andare nella direzione di una particolare attenzione verso tutto quello che può riguardare gli aspetti economici e informatici dei servizi segreti. Detto che il prolungamento di Alberto Manenti a capo dell’Aise aveva già creato polemica per il fatto che il suo mandato era stato allungato di un anno dal Governo Gentiloni lo scorso 7 marzo (ovvero a tre giorni dalle elezioni che hanno sancito la debacle del Pd), resta invece saldo al suo posto Mario Parente, direttore dell’Aisi, che aveva già ottenuto la proroga da parte del Governo.

Un dossier contrastato, quello dei servizi. Fino all’ultimo momento, quando la riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), organismo in seno al quale il premier Giuseppe Conte ha comunicato i nomi, è stata spostata dalle 17 alle 22. La volontà di arrivare ai cambi è stata chiaramente espressa in mattinata dal vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine della sua audizione al Copasir. “Oggi c’è una riunione ad hoc del Cisr e conto che si chiudano le partite aperte. Vediamo cosa ci propone il premier”. Come per tutte le nomine del Governo M5s Lega, ci sono state lunghe contrattazioni tra i due alleati, con l’interlocuzione anche del Colle che, su un capitolo così delicato, tradizionalmente viene chiamato in causa. A spingere per sostituire Pansa e Manenti è stato fin dall’inizio il titolare del Viminale. Che non aveva gradito la mossa di Gentiloni di ‘allungare la vita’ ai due. “È incredibile – aveva detto all’epoca il leader della Lega – che dopo un voto che ha cambiato equilibri e volto al paese, cacciato ministri, ci sia un governo delegittimato che mette mano a rinnovi di incarichi importanti e non urgenti come quelli dei Servizi”.

Ma la fretta di Salvini è stata frenata dai 5 stelle e da Conte, che ha mantenuto la delega al settore e a cui compete formalmente la nomina. Sono così passati mesi con i vertici di Dis e Aise lasciati in una situazione di incertezza. Alla fine la decisione è stata quella di procedere al cambio dopo la Conferenza internazionale sulla Libia a Palermo del 12 e 13 novembre scorsi, che aveva visto l’intelligence – in particolare l’Aise – impegnata in maniera massiccia nella preparazione dell’evento per arrivare a mettere al tavolo negoziale quanti più interlocutori possibili. E così ieri sono arrivate le nomine, in una giornata particolare, con la notizia del rapimento della giovane cooperante italiana Silvia Romani in Kenya. Si apre dunque un nuovo fronte di impegno per l’Aise, già alle prese con la difficile situazione della Libia che ha pesanti riflessi sull’Italia per il profilo della sicurezza, dell’immigrazione e per quello energetico. Al vertice del Dipartimento che coordina le agenzie di intelligence, come detto, è stato nominato il generale delle Fiamme Gialle Gennaro Vecchione, attuale direttore della Scuola di specializzazione delle forze di polizia, mentre all’Aise è stato promosso l’attuale numero due: il generale Luciano Carta, finanziere preparato e molto stimato sin dai tempi di Mani Pulite, in passato Capo stato maggiore delle Fiamme gialle.

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