Il sistema satellitare Galileo non è una rivoluzione circoscritta alla navigazione e alle mappe. Nei retroscena si celano vantaggi e innovazioni che coinvolgeranno anche l’Internet delle Cose, e in generale tutto quello che presuppone la conoscenza della posizione di un oggetto sul globo. Il fiore all’occhiello della tecnologia europea, infatti, non è “solo” un sistema di navigazione più preciso del GPS. È prima di tutto un orologio estremamente preciso.

L’ha sottolineato Maria Luisa Rastello, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), a margine della conferenza stampa tenutasi ieri a Roma e titolata “Il futuro prossimo dei pesi e delle misure”. La dottoressa Rastello ha fatto una precisazione, riportata dall’agenzia di stampa ANSA, che ha lasciato molti a bocca aperta. Grazie a Galileo sarà possibile misurare il tempo con un’accuratezza pari all’errore di un secondo su un periodo superiore all’esistenza dell’intero universo.

Immagine: Depositphotos

 

Il concetto è facile da capire, se si conoscono i meccanismi di funzionamento di un navigatore satellitare. Li aveva spiegati a Tom’s Hardware la dottoressa Patrizia Tavella, coordinatrice del progetto Demetra dell’INRiM. “Le misure che fa un ricevitore GPS sono alla fine misure di tempo, perché quello che occorre per determinare una posizione è misurare quanto è distante un ricevitore da un determinato satellite. Per farlo, il satellite manda un segnale con cui comunica dove si trova e a che ora è partito il segnale. Si misura a che ora il segnale arriva e si sa quanto tempo ha viaggiato […] Alla fine, la soluzione è basata su una misura di quanto tempo ci mette un segnale fra quando parte e quando arriva. […] Dentro al ricevitore c’è un orologio che misura il tempo di volo del segnale. Di conseguenza, sapere dove siamo vuol dire saper misurare correttamente il tempo. […] Il servizio di disseminazione di tempo che offre Galileo è dichiarato preciso a 30 miliardesimi di secondo.

Non a caso l’INRiM, che diffonde l’ora esatta da anni a tutti gli italiani, è stata coinvolta in prima linea non solo nel progetto di Galileo, ma anche nella realizzazione pratica dei suoi servizi.

Galileo quindi è un orologio che, grazie all’altissima precisione citata dalla dottoressa Rastello, permette di navigare verso una destinazione con una precisione di centimetri, contro quella in metri dei GPS. Come conosce la posizione di un navigatore satellitare (per esempio il nostro smartphone), allo stesso modo permette di sapere dove si trovano altri oggetti. È qui che entra in gioco l’Internet delle Cose, ossia quell’insieme di oggetti con forme, dimensioni e funzioni differenti, accomunati dall’essere collegati a Internet. Grazie a Galileo potranno comunicare fra di loro in tempo reale e in maniera efficace.

Pensate a questo scenario: uscite dall’ufficio, il percorso della vostra auto indica che state tornando a casa. Il sistema di domotica accende il riscaldamento per farvi trovare l’ambiente caldo. Appena imboccate il vialetto disinserisce l’allarme e alza la serranda del box. Tutto questo sembra surreale, domani sarà l’ordinaria amministrazione. Grazie a un orologio estremamente preciso.

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