Sono scese in piazza a migliaia, da Milano a Roma, passando per Genova, Venezia, Bologna, per dire “no” al Ddl Pillon. Le manifestanti hanno mostrato cartelli e organizzato flashmob travestite da streghe, invadendo letteralmente oltre 60 città italiane. Obiettivo: bloccare la riforma sull’affido condiviso promossa dal senatore leghista Simone Pillon.

Ad organizzare la protesta, pacifica, il neo comitato No Pillon, sostenuto da numerose altre associazioni, tra cui Non Una di Meno e Di.Re, la rete dei centri anti violenza.

Accanto a donne, che considerano il Ddl ‘discriminatorio’ nei loro confronti, anche moltissimi uomini, convinti anche loro che la proposta di legge debba essere “ritirata”. Secondo le femministe l’approvazione del decreto “viola i diritti” oltre che essere “fuori tempo“.

VIDEO – LA MANIFESTAZIONE A BOLOGNA (di Silvia De Santis)

“Sulle nostre vite nessuna mediazione, ora e sempre agitazione”, si legge nei cartelli sventolati a Venezia. O ancora: “Pillon, quanti schiaffi servono per riconoscere la violenza?”. Il riferimento è ad alcuni punti del disegno di legge, tra cui quello che rende obbligatorio l’uso di un mediatore a spese dei due coniugi per almeno sei mesi dopo la separazione, anche se avviene in maniera consenziente.

Durante le manifestazioni non sono mancate anche le voci fuori dal coro. Come a Napoli dove in contemporanea è stata organizzata una raccolta firme a favore del Ddl Pillon da parte del gruppo “Movimento per l’Uguaglianza Genitoriale”.

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