Premetto che sono un terrone. Sono nato a Bari e forse non ho una mentalità così evoluta. Sono in viaggio e per la prima volta alla stazione di Mestre mi è capitato di dover necessariamente pagare per andare in bagno. Ingresso ai WC un euro. Quando ho visto i blocchi (tipo quelli dei controlli agli aeroporti) davanti all’ingresso ho pensato che i bagni fossero riservati ai viaggiatori possessori di biglietto. È già qui ero piuttosto basito. Ma quando mi è stato chiesto un euro sono rimasto di sasso!

Avrei rinunciato… ma capite bene di necessità si fa virtù. Varcata la soglia del WC – devo dire pulitissimo – ho pensato: e se non avessi avuto spiccioli? Che avrei potuto fare? Alternative non ne ho viste nelle vicinanze.

Un capostazione mi ha detto che i ‘servizi’ igienici sono stati privatizzati in molte stazioni del Nord. Ma grazie a Dio per i ferrovieri continuava ad essere gratis almeno quando sono in servizio. Ma se iniziamo a privatizzare i servizi e i beni essenziali non è un po’ rischioso? Bisognerà iniziare ad acquistare l’aria pulita di montagna in bombolette nelle zone altamente inquinate… E dell’acqua ne vogliamo parlare? Qui il discorso sarebbe lungo. Ma il concetto è semplice chi paga può tutto e gli altri pazienza.

Sono terrone è vero ma neanche mi sento più come Nino Manfredi emigrato in Svizzera che la fa per strada… Ma qui qualcosa però non mi quadra. Che ne pensate?

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