“A me sembra improprio che il massimo responsabile della stabilità finanziaria in Europa emetta degli allarmi, seppur poi velati e temperati, circa la tenuta delle banche di un Paese che è sotto il controllo della sua vigilanza”. Il giorno dopo le dichiarazioni sull’Italia del presidente della Bce Mario Draghi, il presidente della commissione Finanze al Senato Alberto Bagnai (Lega) ha definito “improprio” il paventare rischi sulla tenuta del sistema italiano. “Se ascoltiamo tutte le dichiarazioni di Draghi di ieri”, ha detto intervistato da Radio anch’io, “vediamo che c’è anche un apertura al fatto che le politiche non convenzionali possano proseguire se le condizioni lo richiederanno. E quali sono le condizioni? Per esempio quelle che la BCE si è data e non riesce ad ottenere e cioè che l’inflazione raggiunga stabilmente l’obiettivo del 2%”.

Ieri sera era intervenuto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità”, aveva detto intervistato dalla direttrice di Sky Tg24 Sarah Varetto. “Calmierare lo spread è compito della Banca centrale europea”. E aveva ribadito il no alle modifiche della manovra dopo la bocciatura arrivata dalla commissione Ue: “Non c’è alcun dubbio” che il governo rimanderà la manovra “tale e quale” a Bruxelles, nonostante la bocciatura.

Sempre per commentare le parole di Draghi, oggi è intervenuto il sottosegretario leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi: “Mario Draghi, secondo me, ha gestito bene la Banca Centrale”, ha detto su Agorà Rai Tre. “Ma la Bce ha oggi problemi strutturali sulla gestione, ad esempio, anche dei sistemi bancari dei vari paesi e noi dovremo affrontare il prossimo anno anche il problema dei sistemi bancari, anche di quello italiano”.

E’ invece in linea con quanto detto dal presidente della Bce l’economista Carlo Cottarelli: “I toni forti fanno preoccupare i mercati”, ha detto a Circo Massimo, su Radio Capital. “La prima cosa da fare, secondo me, è cercare di avviare un dialogo con l’Europa con toni diversi. Ogni giorno qualcuno dice qualcosa, anche la commissione europea sta usando toni abbastanza pesanti. Ma non è facile quando si va con la scarpa a battere il documento di Moscovici… c’è bisogno di moderazione anche nel modo in cui si presentano le proprie argomentazioni. Per ora, però, non mi sembra ci siano tentativi di avvisare un compromesso”. Un compromesso in cui Cottarelli spera, ma ammette: “Anche in quel caso resterei preoccupato. Ma perlomeno si eviterebbe il problema immediato di un’escalation della tensione e di una crescita dello spread in territori da cui sarebbe più difficile farlo scendere”. Per il direttore dell’osservatorio sui conti pubblici della Cattolica di Milano, “l’Italia può fare due cose: puro tatticismo, portando avanti la discussione con l’Europa sperando che i mercati si tranquillizzino; oppure rivedere verso il basso il deficit. Rimaniamo con questa politica economica comunque esposti a un qualche shock che venga dall’esterno”.

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