Le élite non solo hanno fallito politicamente. Hanno fallito umanamente. Sono diventate antipatiche a tutti. Il motivo è semplice. La loro doppia morale. Se una cosa la fanno i “buoni”, cioè loro e i loro amici, va tutto bene. Se la fanno gli altri, si grida al fascismo, al razzismo, al sessismo, al male assoluto. Perché “gli altri”, per i buoni, sono tutti brutti, sporchi e cattivi. E giù a darci dei populisti e a dire che quelli che ci votano sono ignoranti. Nonostante il M5s sia il partito che ha il maggior numero di laureati in Parlamento. E pensare che ho pure studiato ingegneria.

Poi, cosa vorrà dire mai che siamo “populisti”? Che il popolo è con noi? Che vogliamo fare quello che desidera il popolo? Ma mi sembra il minimo, in democrazia. Piuttosto, mi chiedo, perché quelli buoni hanno fatto austerità, Fornero, tagli lacrime e sangue, nonostante il popolo chiaramente gli suggerisse di non apprezzare tali scelte? La lista della loro doppia morale è lunga. Le élite se ne fregano del popolo, convinti che, dato che prima di noi in politica tutti mentivano, non ci sarebbe stata mai una alternativa. Ecco che ci prendevano in giro perché invocavamo l’onestà. Ci davano dei giustizialisti perché chiedevamo giustizia. Invece l’alternativa c’è e siamo noi.

Intanto, il popolo si è stancato ed è più intelligente di quanto le élite non credano. Perché Moscovici dice che l’Italia è fascista, dopo il caso Lodi, e da politico francese non dice niente sui minori respinti al nostro confine dalla Francia? Perché Macron ci attacca sul caso Diciotti, ma chiude tranquillamente i porti e nessun giornale liberal lo critica? Perché la Francia ha fatto manovre in deficit e la Ue non diceva niente mentre oggi da Bruxelles gridano allo spread e alla destabilizzazione dell’Eurozona a causa della nostra manovra? Ma certo! Perché loro erano quelli buoni, europeisti convinti, mentre noi siamo quelli cattivi. Cattivi a prescindere.

La doppia morale non è solo della Casta, ma di certa stampa che li fiancheggia. Obiettivo: non raccontare i fatti, ma portare avanti l’agenda dei poteri forti. Ecco che, se l’Italia vota i partiti antisistema, il Paese deve essere necessariamente a rischio razzismo. E il giornalismo impegnato deve portare avanti la sua causa doppiomoralista. Lanciano un uovo contro l’atleta Daisy Osakue? È il razzismo dei populisti: poi si scoprirà essere stato il gesto sconsiderato di un ragazzo, fra l’altro figlio di un consigliere Pd. Il colmo lo raggiunge proprio il Pd, il partito della doppia morale per eccellenza: i presunti amici dei lavoratori, quelli che aboliscono l’articolo 18, tanto vivono nei quartieri bene e campano solo con i privilegi della politica. Quando noi facciamo finalmente una manovra espansiva a vantaggio del popolo, votati per questo, siamo accusati di attentare all’Europa; quando il Pd faceva deficit, per dare soldi alle banche, tutti zitti.

Per nostra fortuna, la stagione delle doppie morali è finita. Gli italiani hanno votato noi che, quando diciamo una cosa, la facciamo. Basta poco: coerenza. Ci accuseranno anche di questo, ma ce ne faremo una ragione.

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