A Torino le critiche al decreto Sicurezza uniscono Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Un’intesa, assicurano, solo pragmatica contro “un provvedimento rischioso e un segnale da lanciare al parlamento”. Lunedì 22 ottobre a Torino nel corso del consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno firmato dalla consigliera Pd Elide Tisi per chiedere la sospensione del decreto che potrebbe far uscire molti richiedenti asilo dai programmi di integrazione. Tisi, ex assessore alle politiche sociali della giunta Fassino, ha voluto lanciare un allarme sui rischi delle nuove norme volute dal ministero dell’Interno che potrebbero vanificare il lavoro svolto a Torino e creare problemi di integrazione. Un’allarme condiviso anche dalla sindaca M5s Chiara Appendino e dall’assessora 5 stelle al Welfare Sonia Schellino. La decisione dei grillini di votare con il Pd lancia un messaggio molto significativo al governo: il decreto Sicurezza è in discussione in questo momento in commissione e, nonostante il contratto, parte del M5s fatica a digerirlo. I malumori ora si allargano anche a livello locale.

“Il provvedimento favorirà le grandi concentrazioni di persone nei grandi Centri di Accoglienza Straordinaria, di difficile gestione con poche possibilità di percorsi di integrazione e con impatti fortemente negativi per i cittadini – denuncia Tisi nel suo documento -. Inoltre, i mancati percorsi di integrazione anche in città più piccole, porteranno ad aumentare ulteriormente in città presenze di persone in condizione di estremo disagio, potenzialmente coinvolgibili in attività illecite”. Il Movimento 5 Stelle si è trovato d’accordo: “Il nostro obiettivo è salvaguardare il sistema Sprar, l’unico in cui i fondi pubblici vengono gestiti da un sistema pubblico – aveva dichiarato alcuni giorni fa la capogruppo M5s Valentina Sganga -. Se chi arriva viene privato della possibilità di accedere al permesso di soggiorno e, allo stesso tempo, non può essere rimpatriato, come si può garantire la sicurezza del territorio?”.

Attualmente a Torino lo Sprar (Sistema per Accoglienti Asilo e Rifugiati) ospita circa 478 persone con uno stanziamento del ministero degli Interni superiore ai 6,5 milioni di euro annui. Inoltre in città sono stati attivati diversi progetti che funzionano: “La città ha una rete di accoglienza importante e diffusa che va salvaguardata”. La capogruppo M5s, invece, ricorda quanto si sta facendo al Moi, nelle palazzine dell’ex villaggio olimpico occupate da migranti africani: “C’è un progetto di inclusione e integrazione, senza una gestione muscolare del fenomeno”. Il voto di M5s e Pd sul tema, quindi, si basa su aspetti pratici: “Nel nostro gesto non c’è niente di ideologico – continua Sganga -. Da amministratori abbiamo voluto essere pragmatici”. Come dire: non mettiamo in discussione l’alleanza gialloverde del governo di Roma: “Il rapporto con la Lega è un problema dei parlamentari”, ammette. “Non penso che chi ha votato volesse esprimere un voto contro la Lega – dice Tisi -. Il testo è molto incentrato sulla realtà. Certo, mi ha stupito abbiano votato questo atto anche perché il governo ha approvato il dl Salvini all’unanimità”.

Nel frattempo contro il Dl Salvini si sta muovendo anche la Regione Piemonte che ha convocato tutti i parlamentari piemontesi venerdì per un confronto sul tema. “Le catastrofiche conseguenze del decreto ci vengono segnalate da amministrazioni di tutti gli schieramenti. Hanno sollevato forti perplessità sia Sonia Schellino per il Comune di Torino, sia Mariangela Cotto per Asti (centrodestra, ndr) – ha sottolineato l’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti -. Secondo i nostri dati, solo in Piemonte ci sono oggi almeno 5mila persone che rischiano di diventare irregolari delle 10380 accolte in questo momento nei Centri di accoglienza straordinaria. Alcuni di loro rischiano di finire per giunta con l’essere arruolati dalla criminalità organizzata”.

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