È il giorno dell’approdo in Senato del ddl sulla legittima difesa, uno dei punti di forza del programma della Lega. Il testo arriva dalla commissione Giustizia con l’obiettivo di modificare il codice penale in materia e aggravare le pene per i reati di furto in abitazione. Durante il confronto in commissione, rispetto all’assunto del Carroccio secondo cui “la difesa è sempre legittima”, il testo ha subito diverse modifiche. In primis, la questione secondo cui la legittima difesa rimane presunta ed è valutata in relazione al rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. Ma, allo stesso tempo, entra in gioco anche senza essere minacciati da un soggetto armato e viene riconosciuta se il soggetto minacciato reagisce sotto l’effetto di uno stato di “grave turbamento”.

Era stato il leader di Leu, Pietro Grasso, ad allungare i tempi per l’approvazione del ddl. L’ex presidente del Senato aveva raccolto le firme necessarie per chiedere che il testo fosse esaminato in sede referente e non più in sede redigente come prevede il nuovo regolamento (di cui fu promotore lo stesso Grasso circa un anno fa). In pratica significa che il provvedimento doveva superare l’esame sia della commissione che dell’assemblea, invece di andare in Aula solo per un voto finale.

Dopo le tensioni sul decreto fiscale, c’è attesa anche per l’atteggiamento del Movimento Cinque Stelle che nel corso della discussione in commissione, come spiegato da Pippo Civati, aveva permesso una velocizzazione dell’iter ritirando i propri emendamenti. La legittima difesa, negli scorsi mesi, era stato infatti uno dei temi sui quali più volte i pentastellati avevano fatto notare distinguo rispetto agli alleati di governo.

A Italia a 5 Stelle è stato il senatore Nicola Morra a spiegare che la legittima difesa “è materia che non è stata oggetto di contrattualizzazione, su quella il Parlamento con la dialettica parlamentare tra singole forze politiche che son diverse dovrà confrontarsi”. Per cui, ha aggiunto, “non credo che sia affatto alcun ‘prendere o lasciare’ come forse si voleva far intendere. Noi sulla legittima difesa la pensiamo in maniera diversa a una forza (la Lega, ndr) che su questo tema si è particolarmente spesa in campagna elettorale”.

Le opposizioni si dicono entrambe deluse dal testo che approda in Aula, ma per motivi opposti. Per Fratelli d’Italia è troppo morbido, mentre il Pd lamenta la pericolosità delle norme previste dal ddl. Il senatore Davide Faraone, nella giornata di lunedì, è intervenuto a SkyTg24 Pomeriggio indossando la t-shirt “Salvini sei un pistola. Sì alla sicurezza, no alle armi in casa”. Il provvedimento è stato definito dal senatore dem “pericoloso” e quindi “va contrastato senza tentennamenti”. “Sì alla sicurezza – aggiunge Faraone – prevedendo più risorse alle forze dell’ordine, no forte e chiaro alla difesa fai da te”.