È durata meno di 24 ore l’emergenza batteri nell’acqua potabile a Matera, capitale europea della cultura 2019. Il sindaco Raffaello De Ruggieri – che nelle prime ore del mattino aveva disposto il divieto dell’uso dell’acqua potabile per usi sia igienici che alimentari – ha revocato l’ordinanza dopo aver ricevuto nuove analisi dall’Asm sull’acqua che arriva nelle case dei cittadini perché i livelli dei batteri coliformi sono tornati alla normalità dopo aver raggiunto, negli scorsi giorni, “un valore pari a 92 ml/ufc” quando il limite di legge è 0 ml/ufc

L’emergenza era scattata in mattinata dopo la ricezione della comunicazione sulle analisi da parte del Dipartimento prevenzione collettiva della salute umana, arrivata giovedì sera alle 21.59. Il sindaco aveva deciso la chiusura delle scuole per tutta la giornata, allestito 9 punti di distribuzione in città con le autobotti, mentre l’Azienda sanitaria di Matera aveva invitato a tenere chiuse anche le piscine private e gli studi dentistici.

L’allarme mattutino, nonostante l’allestimento dei punti di distribuzione, aveva comunque scatenato la ressa nei supermercati dove è scattata la corsa all’acquisto di acqua minerale. In tanti si sono recati nei market della città per acquistare diverse confezioni e in molti esercizi commerciali della Città dei Sassi sono terminate le scorte. Dopo pranzo, il dietrofront dell’amministrazione, in seguito alla ricezione delle nuove analisi effettuate da Arpab e trasmesse all’Azienda sanitaria.

La ressa nei supermercati per acquistare l’acqua

L’ordinanza, spiegava l’amministrazione, “si è resa necessaria dopo la comunicazione inviata ieri alle ore 21.59 dal Dipartimento prevenzione collettiva della salute umana – Uoc per l’igiene degli alimenti e della nutrizione che riferisce dell’accertato superamento dei parametri dei batteri coliformi. Il sindaco ha disposto che l’ordinanza sia inviata alla Presidenza della Regione Basilicata, al Dipartimento regionale della Salute sicurezza e solidarietà sociale, al Dipartimento regionale ambiente ed energia, ad Acquedotto Lucano, all’Asm e all’Arpab”.