Il contratto della Rai con l’università Cattolica per le ospitate di Carlo Cottarelli a Che tempo che fa prevede un compenso di 6.500 euro per ogni puntata. Soldi che vanno all’Osservatorio sui conti pubblici dell’ateneo, che l’ex commissario alla spending review dirige dopo averlo fondato nel 2017. A darne notizia riferendo la risposta della tv pubblica a un’interrogazione del senatore Maurizio Gasparri sono La Verità, Libero e Il Giornale, dopo le polemiche sull’opportunità che l’economista abbia un contratto di esclusiva con il programma della tv pubblica. Contratto che prevede però alcune deroghe grazie alle quali l’economista ha potuto per esempio partecipare a DiMartedì di Giovanni Floris su un canale concorrente, La7.

Il contratto, come chiarito dalla Rai, è stato sottoscritto da Officina (la società controllata al 50% da Fabio Fazio che ha con la tv pubblica un accordo per la realizzazione delle puntate di Che Tempo Che Fa) e dalla Cattolica, mentre l’ex funzionario del Fondo monetario internazionale ha firmato una liberatoria con cessione dei diritti di immagine per la partecipazione al programma a titolo gratuito. Cottarelli ha spiegato che i soldi saranno usati per attivare borse di studio presso l’Osservatorio. Il contratto prevede appunto l’esclusiva, ma con tre deroghe da utilizzare in giornate diverse da domenica e lunedì oltre alla possibilità di intervenire nei telegiornali. Fuori dall’esclusiva anche “la trasmissione di una intervista già registrata per il programma Report“.

I tre quotidiani attaccano Cottarelli – a fine maggio incaricato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella di formare un nuovo governo prima che prendesse forma quello gialloverde – lamentando che va in tv a predicare tagli e sobrietà ma poi incassa appunto compensi elevati per i brevi interventi nel programma di Rai 1, compensi pagati con i soldi del canone. E ricordano anche che grazie alle regole dell’Fmi è andato in pensione a 59 anni con trattamento di 220mila euro lordi, sostenendo che questo sarebbe in contraddizione con la sua difesa della legge Fornero e del collegamento tra aspettativa di vita ed età pensionabile.