Come più volte annunciato dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio il governo intende anticipare una parte della legge di bilancio con il decreto fiscale che sarà emanato nel prossimo mese e conterrà il taglio di un terzo del codice degli appalti. Su questo Raffaele Cantone, uscendo da Montecitorio in seguito all’audizione in Commissione affari sociali, è critico: “I tagli per quantità non mi sono mai piaciuti, meglio i tagli di qualità, ma aspettiamo le carte. Io difendo il codice degli appalti, ma è la politica che sceglie. Se il Governo ci chiederà, noi forniremo tutti i numeri degli appalti – ed esclude che il blocco degli investimenti sia stata causato dal codice – credo che il blocco degli investimenti è dovuto all’entrata in vigore di norme nuove, problema che si pone anche con nuove norme e con altre che francamente non sono il massimo della chiarezza”. Per combattere la corruzione basta la legge anticorruzione come sostiene il leader del M5s? “È una frase che non mi convince, perché secondo me, un buon codice degli appalti è la vera legge anticorruzione”.

Diverso poi è il giudizio del presidente Anac sulle norme sulla trasparenza dei partiti e di fondazioni e associazioni ad esse collegate: “Sono assolutamente convinto che quella sia la parte migliore della legge anticorruzione, sono norme che vanno verso l’esigenza di chiarire il rapporto che c’è tra mondo economico e politico, norme assolutamente ottime – e conclude – nel complesso, a parte alcune indicazione specifiche, è assolutamente positivo”.

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