Il Senato ha approvato in via definitiva, senza apportarvi modifiche, il ddl n°766 sull’introduzione dei dispositivi di sicurezza antiabbandono dei bambini più piccoli in auto. Il via libera della Camera c’era stato già nel mese di agosto, dunque il provvedimento diverrà legge a tutti gli effetti. Toccherà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti emanare entro 60 giorni un decreto in cui vengano indicati i criteri tecnici e costruttivi di tali sistemi, mentre l’obbligo di dotarsene scatterà dopo 120 giorni dall’emanazione del decreto e comunque a decorrere dal 1 luglio 2019.

In particolare, l’articolo 1 del provvedimento modifica (o meglio integra) l’art.172 del Codice della Strada, quello che parla di cinture e sistemi di sicurezza. Introducendo per l’appunto l’obbligo di utilizzare un congegno anti abbandono quando si trasporta in auto un bambino di età inferiore ai 4 anni. Negli articoli 2 e 3 si prevede poi rispettivamente che si informino i cittadini su obblighi e modi di utilizzo di tali sistemi (per la campagna informativa durante il triennio 2019-2021 saranno stanziati 80 mila euro), e che venga data la possibilità di agevolazioni fiscali per il loro acquisto, senza tuttavia violare le norme UE sugli aiuti di stato.

Cosa rischierà chi non ottempera alle nuove regole? La violazione degli obblighi sul dispositivo antiabbandono verrà configurata come reato amministrativo, per cui sono previste multe che vanno dagli 81 ai 326 euro. Nel caso, poi, di recidiva nei due anni successivi alla violazione, è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente, per un periodo di tempo compreso tra 15 giorni e due mesi.

“Se salverà anche solo un bambino, sarà valso tutto l’impegno politico alle spalle”, ha dichiarato la prima firmataria del decreto e leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni. A cui è seguito il plauso, “con grande orgoglio”, del Ministro dei Trasporti Toninelli, da tempo sostenitore convinto del provvedimento. Del resto, negli ultimi dieci anni ben 8 bambini hanno perso la vita nel nostro Paese, dimenticati sui sedili posteriori delle auto dei genitori. Ma la soddisfazione pare essere bipartisan, visto che il decreto è stato votato praticamente all’unanimità con 261 si. Anche il PD si è espresso con favore, pur se alcune modifiche chieste dai suoi parlamentari, come l’innalzamento dell’obbligo fino ai 5 anni e un differente timing di introduzione del provvedimento, siano state respinte dell’Aula.

In attesa di conoscere specifiche tecniche e dettagli, va detto che attualmente sul mercato esistono diverse opzioni per contrastare le “dimenticanze” dei genitori, spesso causate da vere e proprie patologie come l’amnesia dissociativa. Si va dai seggiolini coi sensori incorporati, in grado di segnalare con allarmi sonori e visivi (ma anche con messaggi sullo smartphone via app) la presenza dei piccoli, ai cicalini che si accendono quando si spegne la vettura. Fino ai braccialetti digitali che il conducente deve indossare, e che ricordano con scritte luminose che in auto c’è un bambino. Ma tanti altri ne arriveranno.

I costi di questi congegni? Per ora oscilano tra i 150 ed i 350 euro, ma lo stesso ministro Toninelli ha assicurato che nella legge di Bilancio verranno stanziate “le risorse necessarie a prevedere un credito d’imposta che aiuti economicamente le famiglie nell’acquisto dei dispositivi salva-bebè”.

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