Una corsia preferenziale per introdurre i seggiolini anti-abbandono in auto. La proposta che prevede l’obbligo di montare i seggiolini salva bebè, con dispositivi acustici che rivelino la presenza del bambino a bordo delle vetture è stata infatti approvata direttamente in Commissione Trasporti alla Camera. Per velocizzare i tempi. Con questo obiettivo sono stati sette i disegni di legge che, nei giorni scorsi, hanno ottenuto la sede legislativa, che consente di approvare il provvedimento in commissione senza passare dall’Aula. Il testo base approvato è quello del ddl Meloni, al quale se ne aggiungono altri sei proposti da altrettanti parlamentari, ossia i ddl di Bergamini, Foti, De Lorenzis, Murelli, Gebhard e Pizzetti. Tutti prevedono una modifica dell’articolo 172 del Codice della strada che renderà obbligatorio l’acquisto di un dispositivo acustico e luminoso anti-abbandono. Ora per il testo manca solo il passaggio al Senato per il via libera definitivo, che avverrà dopo la pausa estiva.

COSA CAMBIA – Per imporre il dispositivo anti-abbandono come dotazione obbligatoria a chi produce il veicolo o il seggiolino, sarebbe stata necessaria una norma europea. Quindi il testo prevede esclusivamente un obbligo di utilizzo per chi trasporta bambini fino a quattro anni, se conduce autovetture e autocarri (come per esempio furgoni o tir, mentre sono esclusi pullman e pulmini). Le sanzioni sono quelle già previste per chi non allaccia la cintura o fa viaggiare i bambini senza il seggiolino: una multa da 81 euro, una decurtazione di 5 punti e, in caso di recidiva nel biennio, la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. Le caratteristiche del dispositivo saranno fissate da un decreto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà anche vagliare l’idoneità di quelli già in commercio. Un’analisi già in corso da tempo.

L’OBBLIGO SOLO NEL 2019 – Perché l’obbligo sia effettivo bisognerà aspettare ancora un po’. Dopo il passaggio del testo in Senato, bisognerà attendere il decreto ministeriale che stabilirà le caratteristiche dei dispositivi idonei. Il Mit avrà 60 giorni a disposizione dall’entrata in vigore della legge, ma si tratta di un termine non vincolante. Il testo del disegno di legge dispone che l’obbligo dovrà scattare entro il 1 luglio 2019.

PER GLI INCENTIVI BISOGNERÀ ATTENDERE LA LEGGE DI BILANCIO – D’altro canto bisognerà aspettare la Legge di Bilancio, invece, per avere chiara la situazione sotto il profilo degli annunciati incentivi fiscali. Determinanti affinché la norma venga davvero rispettata, se si considera che i dispositivi anti-abbandono posso costare dai 150 ai 350 euro. Tra l’altro, con queste cifre, c’è il rischio che i genitori cerchino di acquistare seggiolini dotati di dispositivi, ma di bassa qualità. In Commissione Trasporti il sottosegretario Michele Dell’Orco ha precisato quanto già affermato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, ossia che il governo presenterà una proposta con l’istituzione di un Fondo ad hoc che consenta l’introduzione di un’agevolazione fiscale per l’acquisto del seggiolino anti-abbandono da parte delle famiglie. La stessa commissione ha approvato un emendamento al testo, di due soli articoli, che apre la porta alla possibilità di prevedere “agevolazioni fiscali, limitate nel tempo”. Il ministro Danilo Toninelli, che aveva inserito questo intervento tra le priorità del suo ministero, aveva auspicato l’introduzione di una detrazione “fino a 200 euro”. L’arrivo dello sconto, che potrebbe essere inserito nella Legge di Bilancio, dipenderà però dall’esito dell’interlocuzione tra Mit e ministero dell’Economia sulle risorse.

IL CODACONS: “SI TUTELINO LE FAMIGLIE” – “Quando si introduce un obbligo si devono prevedere anche tutele per le famiglie” spiega il presidente del Codacons, secondo cui i seggiolini dovrebbero essere “totalmente gratuiti per i genitori, anche allo scopo di evitare ignobili speculazioni sull’esigenza di tutelare i bambini”.

L’ULTIMA TRAGEDIA A PISA – Nel nostro Paese sono almeno dieci i casi accertati tra il 2011 e maggio 2018. L’ultima vittima a maggio scorso. Il papà di Giorgia ha dimenticato la sua bimba di un anno in auto, nel parcheggio dell’azienda, a San Piero a Grado (Pisa). Se n’è reso conto solo ore dopo, quando la compagna lo ha chiamato perché era andata a prendere la piccola all’asilo nido, ma non l’ha trovata. Quando gli uomini del 118 sono arrivati nel parcheggio, dove nel frattempo qualcuno aveva fatto scattare l’allarme, la piccola era già morta.