Dublino ha ottenuto dalla Apple il pagamento di 14,3 miliardi di euro in tasse arretrate e interessi, a due anni dalla decisione con la quale Bruxelles ha stabilito che il regime fiscale ad hoc garantito all’azienda Usa violava le leggi dell’Unione europea. Secondo quanto riporta il Financial Times, il ministro delle Finanze irlandese Paschal Donohoe ha annunciato che il governo ha ricevuto dal gruppo di Cupertino 13,1 miliardi di euro in tasse arretrate e 1,2 miliardi di euro di interessi. La somma verrà depositata in un conto di garanzia in attesa dell’esito dell’appello presentato dall’azienda guidata da Tim CookLa Ue nell’ottobre 2017 aveva segnalato l’Irlanda alla Corte europea di Giustizia per avere fallito di attuare l’ordine del 2016 di raccogliere le tasse arretrate entro il gennaio 2017.

La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager due anni fa ha spiegato che l’aliquota versata da Apple sui profitti ufficialmente realizzati in Irlanda si è fermata ad appena l’1% nel 2003 e la percentuale è scesa addirittura allo 0,005% nel 2014. Quel che è stato contestato all’Irlanda è di aver aggirato il diritto fiscale internazionale perché ha consentito al gruppo Usa di domiciliare sul proprio territorio decine di miliardi di dollari di imponibile realizzato in realtà in altri Paesi. Questo in cambio del mantenimento dell’occupazione locale. Basti dire che a Cork Apple dà lavoro a 5.500 persone, circa un quarto dei suoi dipendenti basati in Europa, ed è il maggiore datore di lavoro privato. Evidente dunque l’interesse di Dublino a garantire al gruppo un trattamento di favore.

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