“Una procedura nata in origine all’esclusivo scopo di compiacere l’imputato”. Così i giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano descrivono l’assegnazione a Mara Carluccio – ex collaboratrice di Roberto Maroni – di una consulenza da parte di Eupolis, ente di ricerca della regione Lombardia. È un estratto delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso giugno il Tribunale ha condannato l’ex governatore a un anno di reclusione – con pena sospesa – e 450 euro di multa, riconoscendolo colpevole del reato di turbata libertà del contraente proprio in relazione al contratto della Carluccio, di cui, secondo l’accusa, è stato “sponsor” e “ispiratore“.

“Dall’istruttoria dibattimentale – si legge ancora nelle motivazioni – è emerso che alla selezione della Carluccio si era giunti non già all’esito di una regolare procedura di selezione ma per vie traverse. Secondo i giudici, la condotta dell’ex dg di Eupolis Alberto Brugnoli (che ha patteggiato 8 mesi nel novembre 2014) “era evidentemente rivolto a soddisfare le richieste di Maroni che, tramite Gibelli (Andrea, ex segretario generale del Pirellone, ndr) si stava adoperando al fine di procurare un incarico” alla donna.

Maroni è stato invece assolto dall’accusa più grave, quella di induzione indebita a dare o promettere utilità, per le presunte pressioni esercitate per fare inserire, a spese di Expo, l’altra sua ex collaboratrice Mariagrazia Paturzo nella delegazione regionale diretta a Tokyo. La relazione tra Maroni e la Paturzo, scrivono i giudici, esulava però “da un normale rapporto lavorativo e di semplice amicizia per via del registro linguistico utilizzato, costellato di espressioni affettuose, e del tenore intrinseco dei messaggi”. Viene riportato, a titolo di esempio, questo sms inviato da Maroni alla donna il 27 novembre 2013: “Ciao bella, ci vediamo alle 17 in Regione? E poi stasera io e te da soli, se vuoi… Bacini everywhere“.

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