Renzi ha detto che questo è un governo di cialtroni e che il vento del consenso cambia rapidamente? Lui che parla di cialtroni politici mi fa un po’ sorridere, perché mi dà la sensazione che faccia involontariamente autocritica”. Così, a Otto e Mezzo (La7), il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, commenta le recenti parole dell’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sul governo giallo-verde. E aggiunge: “Io spero per il centrosinistra, e lo dico proprio per interesse personale, che qualcuno dica a Renzi che è un politico con qualche problema, per usare un eufemismo. Io lo trovo ormai privo di qualsiasi lucidità. E’ arrivato al punto di salire su un palco, a Milano, prendendo in giro per aspetti fisici i rivali politici. Attacca chiunque” – continua – “Bisogna che qualcuno glielo dica: ogni volta che Renzi apre bocca, regala consenso a Salvini e a Di Maio. Sembra che il suo sogno segreto sia radere definitivamente al suolo il Pd, dopo averlo messo in ginocchio, peraltro. Il Pd volti pagina. Più parla Renzi, più cresce il Salvimaio e viene disintegrato quel poco che è rimasto della sinistra italiana”. “Forse qualcuno dovrebbe dire a Renzi che è un politico finito”, rincara lo scrittore Antonio Scurati. Scanzi si sofferma poi sulla situazione sociale in Italia: “E’ vero che siamo il Paese con la discrepanza più assoluta tra reale e percepito, ma è anche vero che il percepito è quello che maggiormente conta nella vita di tutti noi e di fatto coincide con il quotidiano. Posso andare da una signora che vive alla periferia di Roma e spiegarle che, in realtà, il percepito è molto peggiore del reale e che, tutto sommato, stiamo bene? Quella signora, però, vuole una risoluzione dei problemi dalla politica”. E sottolinea: “Il successo degli Orban, delle Le Pen e di altre figure di destra a molti di noi preoccupa. A me non piace larga parte della propaganda di Salvini e di altri. Tuttavia, l’errore commesso da molti di noi osservatori sta nella tentazione di dire che sbagliano gli elettori e che la vecchia classe dirigente aveva capito, mentre noi ci siamo fidati troppo velocemente dei populisti”. Il giornalista menziona il caso della capotreno di Trenord, che all’interfono si sera sfogata sulla presenza di “zingari”: “Si è trattata di una frase gravissima, ancor più se pronunciata da un pubblico ufficiale. Quelle parole sono gravissime dal punto di vista formale, però quel problema c’è. Non ci si può fermare solo alla forma e dire che quella donna è razzista, perché poi il problema è che le persone prendono i treni regionali, che sono diventati dei carri bestiame. Le persone hanno bisogno di risposte”. E chiosa: “Se oggi la risposta più efficace viene data da uno come Salvini, non è colpa dell’elettore, ma di una vecchia politica che ancora non ci ha capito assolutamente niente, al punto tale che il Salvimaio ha consensi del 63-64%. Sono diventati tutti stupidi, razzisti, fascisti? Io non ci posso credere”.