“Il 5 settembre abbiamo mandato una lettera al presidente del Consiglio Conte e al ministro Toninelli e dopo 9 giorni non ci hanno degnati neanche di mandarci a quel paese”. Così Alberto Perino, storico leader del movimento No Tav dal palco della festa del Movimento 5 Stelle a Settimo Torinese. “Se pensano che li abbiamo mandati lì per snobbarci, e non rispondere, hanno sbagliato indirizzo”, ha continuato, accusando il governo giallo-verde di “grave maleducazione“. Francesca Frediani, consigliera regionale in Piemonte del Movimento 5 Stelle, è intervenuta a sostegno del governo che “sta lavorando. Speriamo che al più presto arrivino delle risposte”. E ha concluso: “Se non si ferma quest’opera, non mi vedrete mai più su un palco come questo”. Un mese fa il leader No Tav scriveva in riferimento al ministro delle Infrastrutture Toninelli: “In che mani ci siamo messi”.

Perino ha ricordato poi che “ci sono altre elezioni in vista. Finora per il Movimento 5 Stelle ci ho messo la faccia, ma continuando su questa strada non ce la metterò più perché questo non era il patto siglato anni fa”. Le parole di rottura arrivano un mese dopo lo scambio di conversazioni in rete che il leader dei No Tav ha avuto con altri attivisti, reso pubblici da Repubblica e poi confermato a ilfattoquotidiano.it, da cui traspariva il malcontento sull’operato dei 5stelle al governo: “Continuano a fare sterili proclami invece di fare atti amministrativi”. La discussione era partita dopo l’annuncio del via libera del Cipe alle modifiche sulla linea Torino-Lione.

L’atto non era piaciuto agli attivisti, e il ministro Toninelli aveva cercato di calmare sostenendo che non avrebbe influito “in modo decisivo sulla analisi costi-benefici che finalmente stiamo conducendo in maniera seria e obiettiva”. Proprio la questione Tav è uno dei punti su cui Lega e 5Stelle si scontrano maggiormente: nel contratto di governo c’è scritto che l’esecutivo si impegna “a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia. Gli attivisti attendono.

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