Recentemente ho scoperto un poeta tedesco contemporaneo (ve lo farò conoscere più avanti) e ho letto un suo verso d’amore che mi ha colpito: “Che meraviglia essere egoisti”. Ecco che cosa è l’amore per me! Egoismo allo stato puro e al contempo meraviglia. Sempre nella stessa poesia il poeta si domanda “Che cos’è la felicità?” e si risponde: avere voglia. In tedesco però suona “essere voglia”. Avere voglia è la traduzione italiana. Essere voglia è molto più potente, volete mettere? Se una donna mi dicesse “ho voglia di te”, non mi dispiacerebbe, se invece mi dicesse: “sono voglia di te”, mi farebbe impazzire. L’essere vince sull’avere. Che meraviglia.

C’è nulla di più bello che fare spudoratezze insieme alla propria compagna? Spudoratezze, che termine affascinante e coinvolgente! Alcuni anni fa una donna mi ha fatto innamorare dicendomi una semplice frase: “Fammi quello che vuoi“. C’è tutto il mondo in una frase così, che spudorata! Il pudore è eccitante, ma solo quando puoi penetrarlo e rivoltarlo da cima a fondo, fino a convertirlo nel suo contrario. Siamo al mondo per amare, per essere meravigliosamente egoisti e spudorati. Due amanti felici non hanno bisogno d’altro che di se stessi e gli altri vadano pure a farsi friggere. Fondersi nell’estasi, fare collezione di orgasmi, dilatare l’universo di due cosce e perdersi per poi ritrovarsi nello sguardo innamorato di chi ci accoglie con verità.

Come sono spudorato! Mi piace essere spudorato su Il Fatto Quotidiano online, non si vive di sole notizie. Che diamine! L’unica vera notizia per me è stata quella del morso della mela nel giardino dell’Eden, l’amore è conoscenza, diciamo “conoscenza carnale” per tutti gli amici cinefili che mi seguono. Oggi vi propongo un ritratto che ho fatto qualche giorno fa ad Alessandro Ferrari, un ex giardiniere in pensione. Sono andato a una festa stile anni Settanta, in uno degli stabilimenti balneari della Versilia. Qui ho trovato una messa in scena, si celebrava la vita che passa inesorabilmente, tutti camuffati – tranne il mio amico Roby Rosi che veste sempre così – canzoni di Patty Pravo e Nicola Di Bari, anche di Battisti e Baglioni, donne e uomini avanti con l’età ma con tanta voglia di amare ancora, di vivere, di giocare alla seduzione.

Ex barman con un passato glorioso alle spalle, intenti a “umanizzare” un liquore – una tecnica che consiste nel rovesciare il bicchiere su un lato e farlo scorrere sotto la mano – mi è sembrato il simbolo della serata questa tecnica: umanizzare un liquore o la propria carne. In questa bolgia ho incontrato gli occhi di Alessandro Ferrari, ho incontrato la sua solitudine e ho acceso la mia videocamera impertinente. Mi ha raccontato di essere stato lasciato dalla moglie, mi ha confidato che si sente tremendamente solo, che non ce la fa più. “Cerco una donna per compagnia, bionda o bruna non importa, la prima che si presenta la prendo, ti ordino di pubblicare questo annuncio sul giornale“. E io eseguo sempre gli ordini, ma solo quando è la solitudine a chiedermelo.

L’amore per Alessandro non è più la ricerca di una spudoratezza fatta di egoismo e meraviglia, l’amore è farsi compagnia in questo mondo sempre più gelido, avere qualcuno con cui condividere una cena, un sorriso, il tempo che passa e ripassa sempre sullo stesso punto: il cuore. In questo film ho raccolto la sua preghiera laica, il suo grido disperato, come Ingrassia che urlava in Amarcord di Fellini: voglio una donna. Solo che Alessandro Ferrari non era sopra un albero, era seduto davanti a me, in Versilia, una sera di qualche giorno fa, ormai persa nel tempo. Le ultime parole che gli ho sentito pronunciare sono queste: “Viva l’amore!“. E queste parole sono anche il titolo del mio film.