“Uguali per natura” è lo slogan con cui la World Surf League (Wsl) ha annunciato la parità di retribuzione tra uomini e donne in tutti gli eventi organizzati dalla lega a partire dal 2019. Notizia che la sei volte campionessa del mondo Stephanie Gilmore ha giudicato “incredibile” e “elettrizzante”. L’obiettivo della Wsl è “dare davvero a tutte le donne la possibilità di competere nei tour e riportare il surf femminile nella posizione in cui merita di essere” ha spiegato l’ad Sophie Goldschmidt. “Il premio in denaro è fantastico – ha dichiarato l’atleta Gilmore in conferenza stampa –  ma il messaggio significa ancora di più”. Quello del surf diventa il primo campionato sportivo globale a prevedere l’uguaglianza dei premi in denaro per gli atleti.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da World Surf League (@wsl) in data:

“Spero che questo sia da modello anche per altri sport, organizzazioni mondiali e società. Le mie colleghe atlete ed io siamo onorate e intendiamo premiare questa decisione con livelli ancora più alti di surf” ha continuato la campionessa Gilmore. Apprezzamenti e consensi arrivano anche dal versante maschile della lega. Il surfista Adrian Buchan, sui suoi profili social, ha ringraziato la Wsl: “Come padre di due bellissime bambine che sto crescendo, da solo, ad essere forti e indipendenti, è bello sapere che ci stiamo muovendo verso un mondo dove l’uguaglianza è la normalità“.


L’undici volte campione del mondo Kelly Slater, in conferenza stampa, si  è detto “orgoglioso per il fatto che il surf sia scelto per guidare lo sport verso uguaglianza ed equità”. Lo scorso dicembre, era stato siglato l’accordo per la parità salariare tra calciatori e calciatrici della nazionale Norvegese. Il contratto, che era stato stipulato a Londra presso l’ambasciata norvegese tra i capitani della nazionale maschile Stefan Johansen e femminile, Maren Mjelde, con l’approvazione della federcalcio del Paese scandinavo e del sindacato calciatori, prevedeva l’innalzamento dello stipendio medio delle calciatrici per eguagliare quello dei colleghi uomini.