Ai cosentini puoi costruire il megaponte di Calatrava utilizzando i fondi che la Regione Calabria ha elargito per l’edilizia sociale. Puoi organizzare anche una mostra di Van Gogh nel Museo multimediale e far condividere l’ingresso con il Mc Donald’s. Puoi addirittura chiedergli che con i soldi pubblici vengano pagati i debiti personali del sindaco. Quello che non puoi fare ai cosentini è fargli perdere 3 a 0 a tavolino la partita che la squadra di calcio cittadina avrebbe dovuto giocare contro l’Hellas Verona, prima gara in serie B dopo 15 anni. Il motivo? Il campo di gioco somiglia più a un terreno dove si coltivano le patate che a un impianto sportivo professionistico.

È quello che è successo ieri a Cosenza dove, fino a mezz’ora prima del fischio di inizio, circa 10mila tifosi rossoblu erano in attesa di entrare allo stadio confortati dalle dichiarazioni del sindaco Mario Occhiuto il quale la settimana scorsa aveva rassicurato la tifoseria circa “i lavori di adeguamento del San Vito Marulla”.  “Stanno procedendo spediti, anche contro il tempo inclemente, secondo il cronoprogramma stabilito. Per il terreno di gioco siamo alla fase del livellamento finale, il primo cuscinetto per la sicurezza degli ospiti è praticamente finito. Il comune di Cosenza ha concretamente messo in piedi in un solo mese i lavori richiesti dalla Lega B per un importo totale di circa un milione di euro, con una capacità di realizzazione e un’efficienza che non hanno precedenti. Il nostro obiettivo è quello di completare le opere necessarie in tempo utile per la prima partita in casa, in modo da mettere a proprio agio la squadra e i tifosi cosentini”, aveva scritto su facebook il primo cittadino che da mesi ormai è in campagna elettorale perché vuole candidarsi con il centrodestra alla guida della Regione Calabria.

E invece è andata diversamente. Verificate le condizioni del campo, dopo una lunga riunione con i dirigenti del Cosenza e dell’Hellas Verona, l’arbitro Fabio Piscopo ha stabilito che il terreno era impraticabile. Tutti a casa e traffico in tilt dopo il mancato esordio in serie B. Piuttosto che cospargersi il capo di cenere e recitare un mea culpa per non aver iniziato i lavori all’indomani della promozione, davanti al campo di calcio “a zolle” il sindaco Occhiuto difende quello che lui pochi giorni prima aveva definito “il miglior terreno di gioco della serie B”.

Addirittura parla di “manovre fosche che non ci appartengono” e si scaglia contro l’arbitro e contro la società dell’Hellas Verona: “Credo che sia veramente vergognoso. Ho visto che sin dall’inizio ci sono state molte pressioni da parte del Verona. C’era già l’idea di non dover disputare la partita a Cosenza. Si temeva la presenza dei nostri tifosi. Questo è stato evidente. Ci sono state decine di ispezioni e la commissione provinciale aveva dato l’ok. Ho potuto semplicemente accelerare al massimo. L’arbitro dice che il terreno di gioco non è idoneo, ma tutti dicono che è molto superiore ai terreni delle altre città. Temo che ci siano altre situazioni come al solito”.

A parte il traffico in tilt nelle ore successive alla decisione di non disputare la partita, i tifosi sono rientrati a casa senza creare disordini in città. Sui social, invece, si sono scatenati contro il comune che ha la gestione dello stadio. C’è chi ha scritto che “l’amministrazione comunale in questa vergogna non può rimanere esente da alcuna responsabilità. Quindi chiedete immediatamente scusa a tutti i cittadini invece di trovare giustificazioni ed addossare colpe ad altri o come al solito pensare a complotti inesistenti”. Un altro tifoso è stato ancora più duro nei confronti del sindaco Occhiuto: “Taci – gli ha scritto su facebook pubblicando la foto del terreno di gioco – ed abbi l’umiltà di chiedere scusa per averci procurato questa cocente umiliazione”.  E ancora: “Era l’esordio casalingo in B dopo 15 anni e lei presenta a tutti questo schifo. Dovrebbe solo vergognarsi ma forse è una sensazione troppo nobile per un arrogante come lei. Abbiamo assistito a un episodio grottesco”.

Sulla vicenda interviene anche il senatore del Movimento 5 Stelle Nicola Morra, cosentino pure lui: “Da rimarcare – dice – la grande capacità di autocontrollo della tifoseria rossoblu che non ha dato luogo ad intemperanze, dimostrando civiltà comportamentale. Ma sono ridicole le dichiarazioni pre e post partita di un sindaco che ipotizza complotti quando sono diverse le sue realizzazioni che lamentano di essere imperfette (non concluse ma anche mal eseguite: piazzetta Campanella davanti la chiesa di San Domenico o il ponte di Calatrava…)”.

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