Il tempo volge al peggio, la tempesta è imminente. Vi sono tutte le avvisaglie o, come dicono i meteorologi, i segni che lasciano presagire la bufera in arrivo. Vi era, del resto, da aspettarselo. Almeno se è vero, come è vero, che la democrazia – magni nominis umbra – financo nella sua concezione più superficiale, ossia come libera votazione, è tollerata fintantoché il demos vota e sceglie ciò che in separata sede l’élite turbofinanziaria ha già sovranamente deciso in modo tutto fuorché democratico.

Ordunque, il 4 marzo il popolo italiano ha votato altrimenti. Non ha dato retta ai nervosismi dei Mercati divinizzati, né ai partiti di riferimento del capitale mondialista, né ancora al clero politicamente corretto ed eticamente corrotto degli intellettuali (palanfrenieri cosmopoliti addetti al mantenimento del popolo riplebeizzato in catene nella spelonca di platonica memoria). Il popolo ha scelto un governo che, al netto dei suoi limiti e delle sue imperfezioni, è il governo del basso contro l’alto, del popolo precarizzato contro l’aristocrazia global-elitaria. Ed è ciò che i signori del mondialismo e i loro chierici al guinzaglio non perdonano al popolo italiano.

I signori del mondialismo deregolamentante senza coscienza infelice e i cinici araldi della glebalizzazione hanno de facto dichiarato guerra al governo italiano. Senza se e senza ma. La sua inespiabile colpa? Elementare: essere un governo non al servigio dell’élite finanziaria, essere un governo scelto dal popolo, essere un governo che sta mettendo in discussione i capisaldi della mondializzazione capitalistica (deregolamentazione dei mercati, desovranizzazione dell’economia, atlantismo supino, ecc.).

I globalizzatori faranno di tutto per far cadere il governo nazionale-popolare odiato dall’aristocrazia finanziaria. Senza esagerazioni, mi avventuro in una previsione. Per rovesciare il governo nazionale-popolare italiano, i poliorceti del turboglobalismo liquido-finanziario percorreranno la via o del colpo di Stato giudiziario (modalità Mani Pulite 1992) o del colpo di Stato finanziario (modalità Monti 2011). L’obiettivo? Rovesciare il governo e imporne uno che rispecchi senza esitazioni gli interessi e i desiderata della classe dominante liquido-finanziaria. Come disse una voce non marginale del partito unico dei mondialisti, i Mercati spingeranno gli italiani a non votare i populisti. È chiarissimo il punto. Come, d’altro canto, è chiarissima la fisionomia glamour del nuovo totalitarismo dei Mercati deregolamentati.