“Non resta che prendere atto che la faticosa ricerca di intese politiche tra i partiti rischia di continuare a delegittimare gravemente l’immagine della nostra azienda e a bloccare l’avvio di una nuova stagione nel segno di quel cambiamento, vero, che in molti auspichiamo”. Lo scrive il consigliere Rai Riccardo Laganà – il primo eletto dai dipendenti – in una lunga nota in cui torna sulla riunione del cda di due giorni fa. In quella seduta la sua candidatura alla presidenza della tv pubblica (possibile soluzione per uscire dall’impasse nato dopo la bocciatura in Vigilanza della nomina di Marcello Foa) non è passata perché non ha ottenuto la maggioranza dei voti. Il governo ha deciso intanto di rinviare a settembre le prossime mosse.

“Io continuerò a lavorare per il rispetto della legalità a tutela del bene comune che la Rai rappresenta e in virtù del mandato ricevuto dai dipendenti”, scrive Laganà, che nei giorni scorsi si era rivolto al capo dello Stato Sergio Mattarella per denunciare che la autoassunzione della carica di presidente da parte di Marcello Foa iin quanto “consigliere anziano” è “integralmente priva di efficacia” e si profilano “gravissime conseguenze giuridiche per la società Rai”. Laganà spiega che la sua candidatura a presidente, bocciata dal consiglio, è stata proposta dalla consigliera Rita Borioni a sua “totale insaputa”. “Riguardo alla trattazione dei temi all’ordine del giorno del cda ritengo necessario precisare alcune cose: ho semplicemente preferito attenermi a quanto rimarcato nella lettera che abbiamo ricevuto dalla commissione di Vigilanza”.

Un riscontro “che ho accolto molto positivamente perché, tra l’altro, fa anche seguito ad un mio personale appello, basato su un QUALIFICATO parere legale che ha analizzato drasticamente tutte le criticità della situazione in essere. Appello che ha trovato il consenso di autorevoli giuristi e costituzionalisti, rivolto, solo pochi giorni prima, alle più alte cariche istituzionali dello Stato”. “La nota del presidente Barachini– continua il consigliere – indirizzata a noi consiglieri afferma che appare difficile ipotizzare che un consigliere anziano facente funzioni possa fare altro, in assenza di un presidente mai nominato, che limitarsi a convocare il CdA per la nomina del presidente. In linea con questa prospettiva e per evitare pertanto anche rischi per l’azienda di potenziali controversie legali e danni erariali, ho ritenuto opportuno non prendere parte alla discussione degli altri punti all’ordine del giorno, fatta eccezione per l’adozione della nuova delibera di nomina del Presidente che, al contrario, è stata invece esplicitamente sollecitata dal Presidente Barachini”. Sempre nel rispetto di quanto richiesto dalla Commissione di Vigilanza, “ho quindi sottolineato la necessità di effettuare subito una nuova nomina per la carica di Presidente. In questo quadro, la consigliera Rita Borioni, a mia totale insaputa, ha proposto proprio il mio nome per la carica di Presidente”.

“Per senso di responsabilità – precisa ancora Laganà – e per sbloccare una situazione complicata e determinato da un letale stallo partitico, ho accettato la candidatura ma, come noto, il mio nome non ha ottenuto la maggioranza dei voti e per questo motivo il tema sarà all’ordine del giorno anche nella prossima riunione del Consiglio, la cui data al momento è sconosciuta”.