Una nuova ondata d’indignazione sfiora Paola Perego a un anno e mezzo dalla violenta polemica per la lista delle “donne dell’est” che le costò la chiusura di Parliamone Sabato. Stavolta il cosiddetto popolo dei social contesta le frasi espresse nella sua trasmissione radiofonica Al posto del Cuore, in onda su Radio 2. La co-conduttrice del programma, la scrittrice Laura Campiglio, ha parlato in termini discutibili degli asessuali (coloro che sono felici senza fare sesso): “C’è una cosa alla quale dobbiamo parlare: gli asessuali”, dice la Campiglio nella puntata di sabato 4 agosto. “Sei sicura che ne vuoi parlare? Guarda che siamo alle 11 del mattino su Radio 2”, risponde la Perego, titubante.

Quindi, le frase contestate: “Queste persone non sono persone interessate al sesso, lo hanno completamente estromesso dalla loro vita e rivendicano questa cosa come forte scelta di vita: dove andremo a finire? Queste persone seguono la loro natura: sono proprio fatte così”, sostiene la scrittrice. Perego: “Ma esistono? Sono uomini anche? Uomini che non hanno interesse per il sesso? No dai, non ci credo…”. Campiglio: “Questo è un morbo diffusissimo. Su 100 persone ce n’è una che è così, sono malati, è pazzesco”, con la risata della Perego in sottofondo, che dice: “Non è che vivono meglio loro? Non hanno distrazioni, non hanno problemi e le donne possono non farsi la ceretta…”. E poi: “Queste persone strane, perché sono strane, si sono riunite in un movimento internazionale e rivendicano questa loro scelta. Così, senza vergogna, io non me ne capacito […] Questa loro condizione, questa malattia diciamolo…”. Perego chiosa: “Anche a me sembra strana una vita senza sesso, però c’è una buona notizia: gli asessuali sicuramente non si riproducono, per cui sono una categoria in via d’estinzione”. “Che sollievo ragazzi, meno male”, risponde la Campiglio.

Sui social tante persone (e anche membri di associazioni) hanno condannato quelle parole. “Una trasmissione radiofonica di questo tipo, profondamente offensiva e disinformante, in onda alle 11 di mattina di un giorno praticamente festivo, non avrà certamente portato niente di buono, soprattutto verso quelle persone più giovani che, appena fatto ‘coming out’ in famiglia, si siano sentite derise in questo modo, e quindi invalidate e messe in ridicolo di fronte ai propri affetti, e a quelle che ancora non sono “out”, ma che si sono sentite offese e trattate come fenomeni da baraccone su scala nazionale”, hanno scritto i rappresentati del Gruppo Asessualità. L’autore del programma Marco Salvati ha prontamente risposto su Twitter, ribadendo: “Diceva bene Fiorello: non puoi più neanche fare una battuta sui supplì che scopri che c’è un’associazione a difesa del supplì pronta a denunciarti”.