Si chiama funnel mania. La nuova tendenza arriva direttamente dagli Stati Uniti e sta aiutando migliaia di ragazzi a crearsi un lavoro on line e inoltre sostiene gli imprenditori che hanno scelto Internet per superare la crisi economica. Il loro guru è Russell Brunson, americano, 28 anni, che in appena quattro anni ha creato un impero milionario con la piattaforma ClickFunnel, in grado di canalizzare in modo quasi scientifico il traffico web su una pagina digitale e trasformare gli utenti in clienti. Infatti, dal 2014 ad oggi, Brunson ha creato 206 milionari con i suoi “funnel”, come racconta sul suo blog.

Il termine in italiano significa “imbuto” e indica un processo automatizzato che spinge un flusso di utenti digitali (un po’ come fa l’acqua) a entrare in uno spazio grande e incanalarsi verso un passaggio più stretto, per fare una sola scelta: entrare o uscire. In pratica, diventare un cliente oppure no. La tecnica dei funnel è arrivata in Italia da pochi anni, ma è nel 2018 che si è diffusa notevolmente in Internet, ed oggi molti ragazzi vanno in America a studiare direttamente dai guru come Brunson, Jeff Walker o Brendon Burchard, solo per citare alcuni tra nomi i più noti. Alcuni esempi? Il giovane Mik Cosentino, ex nuotatore professionista, grazie ai segreti di Brunson e alle tecniche di infomarketing è diventato milionario e oggi condivide le sue tecniche sui social network, dove è molto attivo. Oppure Pietro Campagna, 29 anni, ha usato i funnel per crearsi un lavoro sicuro on line ed ora in un libro gratuito spiega come ha fatto. Invece Lorenzo Gnesutta, 36 anni, ha usato i funnel per garantirsi lo stipendio e anche piccola “rendita finanziaria”, condividendo con i lettori del suo blog le sue strategie.

Ma la Funnel mania non ha contagiato solo i giovani. La metodologia riscuote successo anche tra gli imprenditori che si sono convertiti al digitale e sperano in questo modo di uscire dalla crisi economica che ancora serpeggia in Italia. Mirco Gasparotto, ex amministratore delegato di un gruppo aziendale attivo nel settore delle tecnologie industriali, dedica oggi il suo tempo libero a divulgare l’infomarketing e favorire la ripresa economica delle piccole e medie imprese. A maggio scorso con la sua associazione OSA ha organizzato in varie città italiane incontri con imprenditori per far conoscere la tecnica dei funnel, avvalendosi dell’aiuto del maggior esperto italiano, Michele Tampieri, anche lui cresciuto con gli insegnamenti di Brunson ed autore di un libro sul “funnel marketing” best seller su Amazon. Perché ha successo questa metodologia? Semplice: aiuta a costruire una strategia personalizzata ed automatizzata con l’uso di alcuni software e un autoresponder, in grado di far crescere una qualunque attività in tempo di crisi.

Ma attenzione: realizzare un funnel efficace richiede un consistente periodo di studio e può accadere di trascorrere molti mesi connessi a Internet. Il rischio? Il sovraccarico informativo cerebrale può causare il TecnoStress, oppure l’ipnosi digitale che stordisce il cervello. La soluzione? Per avviare un infolavoro bisogna adottare qualche precauzione: il mio consiglio è pianificare lo studio dei vari tipi funnel, ad esempio per un periodo di sei mesi, e quando siete sicuri di conoscere bene l’ingranaggio potete lanciare il funnel più adatto alle vostre esigenze e crearvi un nuovo lavoro on line. Perché diciamoci la verità: in Italia, nonostante i buoni propositi del nuovo governo, il lavoro bisogna ancora inventarselo.

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