Un’altra uscita dalla Rai, mentre M5s e Lega preparano le nomine per la guida dell’azienda pubblica. Dopo Gerardo Greco, nuovo direttore del Tg4, anche Vincenzo Morgante lascia viale Mazzini. L’ormai ex direttore dei telegiornali regionali sarà il nuovo numero uno di Tv2000. Morgante prende il posto di Paolo Ruffini, primo laico nominato da Papa Francesco prefetto del Dicastero per la Comunicazione vaticana.

La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione di Rete Blu Spa, la società a cui fanno capo Tv2000 e InBlu Radio, le emittenti della Conferenza episcopale italiana. L’incarico inizierà dall’1 ottobre 2018 quando Morgante, nato a Palermo e giornalista professionista dal 1998, inizierà a condurre la rete.

In passato, è stato corrispondente dei quotidiani Il Sole 24 Ore e Avvenire e ha fondato e diretto il periodico Frontiere. Assunto in Rai dal 1997 presso la redazione siciliana, ha svolto le funzioni di cronista politico-parlamentare, conduttore del tg e inviato speciale. Nel settembre 2003 è stato nominato capo della redazione siciliana della Rai. Dieci anni più tardi è diventato invece direttore della Tgr, ed era stato confermato in questo ruolo ad ottobre 2016.

Il suo è il secondo addio nelle ultime settimane, dopo quello di Greco che andrà a dirigere il Tg4, orfano di Mario Giordano che era stato sostituito pro-tempore da Rosanna Ragusa chiudendo il corso “populista” della terza rete di casa Mediaset. Nelle prossime settimane, la maggioranza dovrà quindi sostituire una figura in più, tenendo conto che anche Gabriele Romagnoli, a capo di Rai Sport, potrebbe lasciare il suo incarico in scadenza nel 2019.

La nomina del nuovo direttore generale, prevista per martedì, è stata rinviata di quattro giorni dal governo. Salvo sorprese, sarà Fabrizio Salini, ex dirigente di Fox e La7, attualmente dg di Stand by me, la società di produzione di Simona Ercolani. In quota Lega, invece, dovrebbe essere la nuova presidente della Rai: il Carroccio sta pensando all’ex parlamentare Giovanna Bianchi Clerici, già nel Cda di viale Mazzini e nell’Autorità per la privacy.

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