Un susseguirsi di telefonate volgari, parole violente sui social e poi anche uno striscione davanti al locale: è quanto hanno ricevuto i titolari della Locanda Rigatoni, finita al centro delle polemiche per la vicenda dello scontrino con l’insulto omofobo. “Licenziato dalla vostra omofollia” è il messaggio firmato da Forza Nuova e affisso sulla porta del locale durante la notte. Il riferimento è al licenziamento del cameriere responsabile del gesto, licenziato dopo la denuncia della coppia gay sul sito Gay Help Line. I gestori del ristorante romano, rimosso lo striscione, hanno deciso di tenere l’attività chiusa nella giornata di domenica.

“La vicenda dello scontrino ci offende come imprenditori, come lavoratori e come cittadini. Le conseguenze di un atto inqualificabile di una persona che è stata prontamente allontanata, stanno coinvolgendo le famiglie nostre e dei nostri lavoratori” scrivono i titolari su un post sul profilo Facebook del ristorante. E colgono l’occasione per rinnovare “la nostre scuse alla coppia coinvolta in questa spiacevolissima vicenda” e per rinnovare l’invito ad “un confronto ed un percorso condiviso con la comunità lgbt, in modo tale che episodi vergognosi come quello capitato non possano e non debbano più ripetersi“.

La fotografia dello striscione è presa dalla pagina ufficiale Facebook della Locanda Rigatoni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Scontrino omofobo, quel ‘sì frocio’ è la prova che l’Italia odia chiunque non sia maschio, etero e bianco

prev
Articolo Successivo

Diritto d’asilo, le commissioni territoriali disobbediscono a Salvini

next