Sono entrambi in programma per domani, 17 luglio, i processi al Tribunale federale nazionale della Figc per il Chievo, accusato di plusvalenze fittizie, e il Parma, a giudizio per tentato illecito sportivo. Secondo quanto apprende l’Ansa, sono in arrivo da parte della Procura della Federcalcio richieste pesanti in termini di penalizzazione, “afflittive” ovvero da applicare sulla stagione appena conclusa. Tanto, scrive l’agenzia, da mettere a rischio la permanenza in Serie A dei due club. Il Chievo Verona ha terminato il campionato al 13esimo posto, 5 punti sopra la zona retrocessione, mentre il Parma ha ottenuto la promozione diretta dalla B grazie al secondo posto finale. A seconda della penalità, entrambe le squadre potrebbe veder vanificato quanto ottenuto sul campo.

Parma – Nella mattinata di martedì toccherà alla società emiliana. I suoi calciatori Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo sono accusati della presunta violazione dell’articolo 7 per tentato illecito sportivo, per il caso legato agli sms inviati a due giocatori dello Spezia prima del match tra le due squadre  del 18 maggio scorso, vinto dai gialloblu e decisivo tra l’altro per la promozione in Serie A. Il Parma dovrà rispondere per responsabilità oggettivaIl contenuto dei tre messaggi è stato infatti ritenuto ambiguo dalla Procura della Figc, guidata da Giuseppe Pecoraro, nonostante i due giocatori abbiano spiegato alla Procura federale la loro posizione, ribadita poi in una nota della società: “Il tenore degli sms non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti”, scriveva il Parma Calcio in un lungo comunicato dopo la notizia dell’indagine.

Chievo – Nel pomeriggio a porte chiuse il Tribunale federale si occuperà invece di Chievo e Cesena. Secondo l’ipotesi della Procura Federale i due club si sarebbero scambiati ben 30 calciatori con plusvalenze per milioni di euro. In particolare si sarebbe indicato “un corrispettivo superiore al reale, allo scopo di commettere le condotte disciplinarmente rilevanti, violazione dell’obbligo di osservanza delle norme federali nonché dei doveri di lealtà, correttezza e probità”. Quanto sia delicata la situazione è negli atti del procuratore Pecoraro e del Procuratore federale aggiunto, che hanno deferito i dirigenti dei due club: dovranno rispondere anche di illecito amministrativo, il più grave per il codice di giustizia sportiva, mentre le due società sono state deferite “a titolo di responsabilità diretta e oggettiva“. Il tribunale potrebbe emettere una prima sentenza intorno al 24 luglio e in caso di ricorso di una delle parti, il secondo grado di giudizio potrebbe arrivare i primi di agosto.