Oltre 7mila persone da diverse parti d’Italia, con delegazioni da Spagna e Francia, hanno manifestato per le strade della città di Ventimiglia a pochi chilometri dalla frontiera, militarizzata, che in questi tre anni ha ucciso 17 migranti che provavano a superarla. Nonostante i continui allarmi mediatici del sindaco Enrico Ioculano (Pd), che in compagnia dei colleghi leghisti del ponente ligure ha tentato in tutti i modi di ostacolare un’iniziativa chiaramente garantita dalla Costituzione, definendola ‘un’idiozia’, la manifestazione ha riscontrato inaspettatamente il consenso di molti cittadini di Ventimiglia e la simpatia degli esercenti, complice anche l’impatto economico dato dall’arrivo di un numero così significativo di persone, che si sono fermati a pranzo e a cena a Ventimiglia.

A unire manifestanti e cittadini, forse per la prima volta, la richiesta di apertura della frontiera blindata dal 2015. “Non è solo un problema di Italia e Francia – spiegano i manifestanti, coordinati dal Progetto 20k – ma riguarda l’Europa intera e il suo futuro, quello del superamento del regolamento di Dublino, la creazione di un permesso di soggiorno europeo e la riapertura delle frontiere interne”. Il corteo ha portato musica, colore e un po’ di sostegno anche ai migranti bloccati al confine, numericamente decimati dalle recenti ‘operazioni di alleggerimento della frontiera’ – ideate dall’ex-ministro degli Interni Alfano nel 2016 – che comportano lunghi e costosi trasferimenti dei migranti in transito dalle frontiere del nord Italia agli hotspot del sud.

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