La novità è l’annuncio di un “Decreto sicurezza” che, tra le altre cose, “affronterà il tema dei cosiddetti profughi-vacanzieri“. Poi le identificazioni veloci, uomini per le Commissioni territoriali, “criteri più stringenti” sulla protezione umanitaria ed “entro l’anno” l’attivazione di nuovi centri permanenti per i rimpatri, come scritto nel contratto di governo. “L’obiettivo finale è averne almeno uno per regione”. È una dichiarazione d’intenti la lettera che il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ha scritto al Corriere della Sera per rispondere al fondo di Antonio Polito e illustrare come intende affrontare la questione immigrazione. Nulla che il leader della Lega non avesse già promesso nei suoi 45 giorni da capo del Viminale, compreso per esempio il taglio delle diarie per l’accoglienza da 35 a 25 euro, annunciato a suon di “la pacchia è finita”.

Salvini scrive dopo il risultato ottenuto dal premier Giuseppe Conte, che con una lettera inviata ai leader europei e una serie di telefonate alle cancelliere di tutto il Vecchio Continente, è riuscito a convincere prima Francia e Malta, poi secondo fonti del governo anche la Germania, ad accogliere 50 migranti a testa dei 450 migranti a bordo di due navi militari italiane. Una strategia definita da Palazzo Chigi, dopo il caos sollevato dallo stesso ministro dell’Interno sul caso della nave Diciotti che ha portato poi all’intervento di Sergio Mattarella. “Non sono d’accordo”, replica Salvini a Polito che nel suo editoriale aveva definito proprio questa vicenda “il primo smacco” per il vicepremier leghista.

Intanto le critiche arrivano anche da Silvio Berlusconi che in una lunga intervista al Giornale rimprovera Salvini sull’immigrazione: “La linea della fermezza va applicata senza mai perdere di vista i principi di umanità che sono nella nostra cultura”. E critica anche quanto fatto dal ministro dell’Interno a Innsbruck: “I nostri interessi, in materia di immigrazione, non è affatto scontato coincidano con quelli di paesi che pensano a bloccare la loro frontiera nazionale, più che ad aiutarci a gestire quello che succede nella frontiera meridionale dell’Europa”. Il leader di Forza italia avverte quindi Salvini: “Continua a parlare e ad agire come se fosse in campagna elettorale. Governare è qualcosa di diverso: richiede di saper affrontare problemi complessi, con sobrietà, concretezza, senso delle istituzioni”.

LA LETTERA AL CORRIERE
Salvini parte citando i numeri sugli arrivi: “Sono al Viminale da un mese e mezzo e sono sbarcate 3.716 persone. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano state 31.421“. Un trend in diminuzione che però ero cominciato già nell’agosto 2017, quando gli sbarchi era passati dai 21mila dell’anno precedente a meno di 4mila. Il vicepremier ricorda inoltre “di aver scosso l’ipocrisia europea”. E come secondo successo cita il risultato raggiunto sabato con la decisione di Francia e Malta di accogliere 100 dei 450 migranti. Un risultato che però è stato appunto raggiunto dal premier Conte in prima persone, come ha rivendicato lo stesso presidente del Consiglio.

“Eppure non mi basta”, scrive Salvini, che parte con l’elenco dei punti del suo piano di azione. “Le Commissioni territoriali (quelle che devono riconoscere o meno la protezione internazionale) hanno 250 funzionari in più. Entro fine anno ne arriveranno almeno altri 170″ e “useremo fondi europei per tagliare la burocrazia”, afferma. Ci sono “oltre 130mila pratiche pendenti: vanno smaltite in fretta”. L’obiettivo è velocizzare l’identificazione degli immigrati, anche dando “criteri più stringenti per la concessione della cosiddetta ‘protezione umanitaria‘”, come aveva scritto in una circolare rivolta ai prefetti. Anche se gli effetti della stretta in sé per sé sarebbero più irregolari e più ricorsi contro i dinieghi alle richieste di asilo.

“Anticipo – prosegue  il ministro – che intensificheremo il monitoraggio sui centri di accoglienza: chiuderemo quelli con i gestori coinvolti in inchieste giudiziarie. E proprio per tenere alla larga i furbetti, ridurremo le spese per l’accoglienza” in collaborazione con l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Il responsabile del Viminale ribadisce che “da 35 euro al giorno per immigrato scenderemo a circa 25, senza ridurre i servizi, con un risparmio di 500 milioni l’anno che investiremo in sicurezza”.

Quanto alle espulsioni, aggiunge “ci sto lavorando dal primo giorno”: “abbiamo un piano di aiuti. In particolare per la Libia” e “intendo incontrare i leader di tutti i Paesi del Nordafrica per avviare (o rinforzare) gli accordi bilaterali“. Poi c’è “il tema della revisione della missione internazionale Sophia, quella che si occupa della vigilanza del Mediterraneo”, scrive Salvini, entrando di nuovo nel campo del ministero della Difesa e degli Esteri. “Non sono le solite chiacchiere: ci sarà una riunione ufficiale, il 18 luglio”, continua il ministro, ribadendo quello che il premier Conte aveva già scritto sempre nella lettera spedita in Europa in cui chiedeva l’adeguamento immediato del Piano operativo dell’Operazione Sophia in relazione al porto di sbarco che non può essere identificato solo in Italia.

Infine un’altra rivendicazione, la direttiva sulle spiagge sicure, e in coda l’unico vero annuncio: “L’intenzione di presentare un ‘Decreto Sicurezza‘ che, tra le altre cose, affronterà il tema dei cosiddetti profughi-vacanzieri. Parliamo degli stranieri che scappano dal loro Paese ma vi tornano per le ferie (eppure gli abbiamo concesso la protezione: è normale?!)”. La Verità sabato in edicola ha raccontato come in 10 mesi sono rientrate in patria circa 1400 persone che godono di protezione internazionale, che poi sono tornate in Italia. Salvini lo aveva rilanciato già su Twitter scrivendo: “Se io ti do protezione in Italia perché scappi dalla fame, dalla guerra e dalla pestilenza, è strana cosa che poi torni nel Paese da cui saresti in teoria fuggito”.