Il reddito di cittadinanza e il taglio delle tasse procederanno “di pari passo” perché “sono necessari a cambiare il sistema e supportare la crescita economica”. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, in un’intervista a Bloomberg, ha parlato di due dei punti centrali del programma economico del governo Lega-M5s. Di entrambi si era occupato il 3 luglio scorso in audizione in Parlamento per illustrare le linee guida del suo mandato e aveva specificato che saranno istituite task force specifiche per studiarne realizzabilità e applicazione. “Una maggiore crescita economica”, ha dichiarato a Bloomberg, “deve venire dalla graduale attuazione del programma di governo”. Per Tria questo “richiede di agire sia sulla composizione delle entrate fiscali che sulla spesa. La nostra discontinuità rispetto al precedente governo non sarà sul livello del deficit ma piuttosto sul mix di politiche”.

Il ministro ha ribadito, come già detto in Parlamento, che non ci saranno manovre correttive quest’anno, che potrà chiudersi entro le stime di deficit (1,6% del Pil) e debito (130,8) scritte dal precedente governo. Il deficit per il 2019 “potrebbe essere più alto” rispetto all’obiettivo dello 0,9% del Def del governo Gentiloni. Tria ha quindi riaffermato come “nessuno voglia uscire dall’euro” e che “non sarebbe giustificabile”, visti i numeri e le stime, un eventuale downgrade delle agenzie di rating.