Roberto Fico? E’ un uomo di sinistra e potrebbe essere il Cristiano Ronaldo del M5s, quando il Movimento dovrà fare i conti con la realtà, cioè quando si sveglierà dal torpore del governo e scoprirà di essere finito a destra. Fico potrà riportarli sicuramente a sinistra. Ma la vedo complicata”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione (Radio Cusano Campus) dal deputato del Pd, Francesco Boccia, che analizza anche il decreto di dignità: “Che ci fosse un’attenzione alle misure di contrasto alla povertà e alle misure contro il precariato in una parte del M5s era noto. Poi purtroppo c’è un’altra parte che segue a occhi chiusi Salvini e quello è più preoccupante. Non possiamo lamentarci, però, perché tra le braccia di Salvini li abbiamo spinti noi dicendo no a un dialogo coi 5 Stelle. I giudizi su questo decreto, comunque, sono prematuri. Ha molto senso ridurre le sacche di precariato, ma, riducendo i tempi e alzando i costi dei contratti a tempo determinato” – continua – “bisogna parallelamente abbassare il costo del lavoro a tempo indeterminato. Lo chiederemo al governo in Parlamento. Bisogna fare attenzione perché si rischia di passare dal precariato alla disoccupazione. Mi sarei aspettato da Di Maio un provvedimento più ampio, in modo da invitare le aziende ad investire sul lavoro a tempo indeterminato. Sui principi ci siamo, almeno per quanto riguarda me”.
E aggiunge: “Nel Pd sul decreto dignità dobbiamo aprire un confronto. Ho letto le dichiarazioni di alcuni colleghi e spero che siano a titolo personale. Sarebbe grave se la linea del Pd fosse la difesa a prescindere di tutte le forme di precarizzazione del lavoro”.
Boccia, poi, si sofferma sulla figura di Salvini: “”E’ molto abile, è un eccellente prodotto della politica al tempo dello sciame digitale. Ci siamo passati con Renzi, poi è stato il tempo di Di Maio e Di Battista, che abilmente si è sottratto alla fase in cui il suo partito ha sostenuto un’altra leadership. Sono ascese velocissime, ma sono velocissime anche le discese. Rispetto alle altre volte, qui siamo davanti alla prima vera ricostruzione di un partito della destra italiana dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Non mi meraviglio che sia dato al 30%, rappresenta da solo la destra italiana. Mi fa rabbia che questa ascesa di Salvini nasce anche grazie ad un errore politico, strategico, del Pd“.
Il parlamentare, infine, si esprime sull’assemblea dem del 7 luglio: “Ho accolto bene la candidatura di Zingaretti, che comunque deve chiarire anche la sua posizione su alcuni errori passati del partito. E’ una personalità del Pd e e ce ne sono tante altre. Al Pd serve avere una linea chiara, al termine di un percorso molto serio. Noi di Fronte Democratico saremo in campo e con Michele Emiliano valuteremo tutte le opzioni che ci sono. Poi lavoreremo sulla candidatura di questa area culturale, che sin dal primo momento ha sostenuto politiche che sono nel dna della sinistra italiana e che purtroppo il renzismo ha calpestato e ha spazzato via”. E aggiunge: “Mi auguro che ci siano anche candidature di persone che si sono professate più vicine a Renzi, perché può essere molto utile il confronto. Spero che si candidi anche Calenda, così farà qualche tweet in meno. Il suo Fronte Repubblicano? Dubito che possa vincere il congresso. Se quella linea dovesse vincere, dovremmo prendere atto che non siamo più un partito di sinistra o di centrosinistra. E non uso parole offensive, come ha fatto spesso Calenda. Ma diventeremmo un’altra cosa”