“Sfido il ministro dell’Interno Matteo Salvini a venire con me in Africa, sono pronto ad appoggiarlo nel progetto ‘Aiutiamoli a casa loro’. Ci mettiamo un bell’abito e un farfallino diplomatico, voglio vedere se ha le palle di cacciare le multinazionali dall’Africa, a cominciare da quelle italiane. Chi vuole respingere e cacciare è qualcuno che non conosce il linguaggio della storia del mondo”.

Ha commentato così l’attore Moni Ovadia ieri ospite a Trame – Festival dei libri sulle mafie – in occasione dell’anteprima nazionale dello spettacolo “La terra è di cu la travagghia. Pensieri e parole dei sindacalisti uccisi dalla mafia”, realizzato in collaborazione con il musicista Mario Incudine.

Poco prima di andare in scena, Ovadia ha infatti ricordato le ultime vicende che hanno coinvolto i braccianti delle tendopoli di San Ferdinando – Rosarno, dedicando l’incontro alla memoria del sindacalista brutalmente ucciso Mayla Sacko.

“Noi veniamo tutti dal centro dell’Africa e sentire aggredire i nostri fratelli mi fa indignare” ha concluso l’attore “bisognerebbe prendere esempio da questa gente straordinaria, uomini come Soumayla Sacko”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Chi ha paura di Roberto Saviano?

prev
Articolo Successivo

Migranti, Di Maio: “Da Macron interventi scomposti. La vera lebbra è l’ipocrisia europea”. E sulle Ong: “Avevamo ragione”

next