“Stiamo vivendo uno dei momenti più bui della storia della nostra repubblica dell’ordinamento costituzionale e della democrazia liberale”. Senza giri di parole Emma Bonino, senatrice di Più Europa, descrive il momento politico attuale. Lo afferma in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato” durante la presentazione della campagna per la legge di iniziativa popolare europea Welcoming Europe (welcomingeurope.it) che mira a decriminalizzare il soccorso ai migranti, creare vie legali di accesso all’Europa e punire sfruttamento e abusi su chi migra. “Forse non ci siamo accorti tutti bene di quello che sta succedendo – aggiunge la Bonino facendo riferimento al nuovo corso del governo giallo-verde sull’immigrazione – e sono veramente molto preoccupata. Quindi dobbiamo costruire una resistenza non di rabbia, una resistenza di speranza, col sorriso. Ma una resistenza”. “E soprattutto – aggiunge la Bonino – non rassegnamoci a questo linguaggio squadrista sui migranti”.
L’iniziativa si è tenuta a Roma al Caffè Nemorense durante una rassegna dedicata alle politiche dell’accoglienza in Italia. Sul palco anche Don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo da anni in Italia che con la sua agenzia di informazione Habeshia è un punto di riferimento per i migranti. Un anno fa anche Don Mussie Zerai è finito nelle indagini della procura di Trapani per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, la stessa indagine che portò al sequestro della nave Juventa della Ong tedesca Jugend Rettet. “Criminalizzare le ONG che fanno soccorso in mare vuol dire togliere di torno testimoni scomodi – afferma il sacerdote che fu candidato a Nobel per la Pace nel 2015 – che testimoniano come gli stati lasciano morire i migranti che tentano i passaggi in mare. Le ong hanno iniziato ad agire nel 2014 dopo la fine della missione Mare Nostrum per colmare il vuoto lasciato dall’Europa. E chiamare le navi delle Ong ‘taxi del mare’ è fuorviante. I migranti morti in mare prima del 2014 sono stati 27mila, non è che visto che non c’erano le Ong non partivano. Partivano lo stesso”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Fisco, Gratteri: “Liberalizzare il contante? No, per combattere riciclaggio e lavoro nero dovremmo far sparire le banconote”

next
Articolo Successivo

Governo, tra destra e sinistra comanda il risentimento

next