Terzo incarico da sindaco per Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte è stato il più votato a Sutri (piccolo Comune a metà strada fra Roma e Viterbo) con il 58,79 per cento delle preferenze. Sconfitto l’aspirante sindaco della Lista civica Sutri, Luigi Di Mauro, che si è fermato al 41,2.”Sono felice e soddisfatto“, ha commentato Sgarbi – deputato di Forza Italia – al termine dello spoglio. Il risultato di Sutri è quasi un plebiscito. Sui giornali è passato che Sgarbi ha vinto riuscendo ad unire la Lega a Rifondazione. Ma i comunisti smentiscono “con sdegno”: “Sembra – si legge in una nota della federazione di Viterbo  – che un nostro ex iscritto, affascinato dalle iperboliche promesse di Sgarbi, abbia fatto sapere di appoggiarne la scalata a sindaco di Sutri in nome delle ‘magnifiche sorti e progressive’ che lo aspettano: fatti suoi. Noi invece, che non siamo facili alle fascinazioni mediatiche, chiediamo alla stampa di verificare e prendere atto che Rifondazione Comunista a Sutri non presenta una propria lista e che i compagni di quel circolo sono da tempo impegnati a favore della Lista Civica per Sutri con Lillo Di Mauro”, cioè l’avversario di Sgarbi.

Per Sgarbi non sarà la prima esperienza da primo cittadino. È già stato sindaco di San Severino Marche dal 1992 al 1993 e soprattutto di Salemi dal 2008 al 2012.Ad ogni modo l’esperienza nel Comune siciliano, conclusa prematuramente con le sue dimissioni a un mese dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose, è stata costellata da polemiche e provocazioni. Pochi mesi dopo la vittoria alle elezioni, Sgarbi aveva deciso di istituire diversi assessorati “eccezionali”: Graziano Cecchin “al Nulla”, Oliviero Toscani “alla Creatività” e Marco Castoldi (in arte Morgan) “all’Ebbrezza”. Poi l’intercettazione su Libera, in cui il critico d’arte diceva di non voler assegnare a Don Ciotti la gestione del terreno confiscato al boss salemitano Salvatore Miceli, e il particolare bando per scegliere il vicesindaco aperto solo a donne tra 25 e 45 anni. Fino allo scioglimento per infiltrazioni mafiose, nella cui relazione del Viminale è scritto nero su bianco che il sindaco Sgarbi ha avuto “precise responsabilità” per non aver “arginato le interferenze dell’onorevole Giammarinaro“. Il riferimento è all’ex sorvegliato speciale ed ex deputato regionale della Dc Pino Giammarinaro, indicato nel rapporto della polizia “Salus Iniqua” come a capo di un “regno”, tra mafia, politica e sanità.

Sgarbi ha riprovato a tornare alla guida di un’amministrazione comunale presentandosi alle elezioni a Cefalù nel 2012 (candidatura inizialmente respinta dal tribunale di Marsala per i fatti di Salemi) e nel 2014 ha paventato l’ipotesi di una nuova candidatura a Salemi. Eletto deputato per la quinta volta alle politiche del 4 marzo, ha rinunciato alla nomina di assessore ai Beni culturali in Sicilia. Fra le sue prime mosse nella 18esima legislatura c’è stato l’inaspettato sostegno al governo Conte: “Dove c’è il disordine io prospero e quindi voterò la fiducia al governo, aveva dichiarato in aula il 6 giugno. Un’attività parlamentare che ora il critico d’arte dovrà conciliare con il nuovo incarico di sindaco di Sutri.

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