La Puglia va controtendenza e ai ballottaggi si affida in dieci casi su undici a sindaci di centrosinistra, compreso Brindisi, l’unico capoluogo al voto. Un risultato che il Nazareno e il governatore Michele Emiliano provano a cavalcare. Per il presidente della Regione Puglia, è avvenuto grazie alla “libertà di ciascuno, del fatto che la Puglia non ha ricette precostituite, che non ha imposto candidati calati dall’alto” e “soprattutto del fatto che è l’energia di un popolo, che da 15 anni fa trionfare il centrosinistra in tutte le elezioni più importanti amministrative e regionali, e consente a una nuova classe dirigente di emergere senza imposizioni”.

Così poche che, di fatto, di vittorie dem ce n’è solo una, quella di Noci, nel Barese. In quattro comuni a trionfare sono stati i candidati della rete “Italia in Comune” del sindaco di Parma, Federico PizzarottiGiuseppe Nitti a Casamassima, il giornalista di Repubblica Davide Carlucci ad Acquaviva delle Fonti, Giuseppe Colonna a Mola di Bari, Rosa Melodia ad Altamura e Maria Lucia Carone a Oria. A Bisceglie, la vittoria dem è arrivata senza il simbolo, mentre Francavilla Fontana è andata sì al centrosinistra, ma il neo sindaco Antonello Denuzzo, spinto dall’ex senatore di Sel Toni Mattarelli, ha sconfitto proprio il Pd del suo predecessore Maurizio Bruno. Stessa identica situazione a Conversano, in provincia di Bari, dove il candidato di Leu Pasquale Loaicono ha battuto Pasquale Gentile, appoggiato dal Pd, che non avrà consiglieri.

C’è poi il caso di Brindisi, dove Riccardo Rossi ha superato Roberto Cavalera (Fi, Udc e civiche) recuperando 5mila voti di svantaggio. Per Maurizio Martina, il suo successo è un “segnale da valorizzare” e per Andrea Orlando rientra nei “risultati positivi imprevisti”. Stesso pensiero per Valeria Valente, vice presidente dem a Palazzo Madama, e per Matteo Ricci, responsabile Pd degli Enti locali, è “una bella vittoria” dalla quale “si riparte per l’alternativa”. Eppure la storia del neo sindaco del capoluogo pugliese, che usciva da un periodo difficile tra sindaci arrestati e giunte cadute in pochi mesi, è molto distante dagli schemi nazionali dei dem.

Ingegnere all’Enea, Rossi (foto in evidenza, ndr) viene dai movimenti per l’acqua pubblica e l’ambientalismo. Sei anni fa ha fondato un proprio movimento, Brindisi Bene Comune, ed è anche stato candidato governatore de L’Altra Europa con Tsipras alle Regionali 2015 contro Emiliano. È stata la segreteria comunale, rinnovata dopo un lungo commissariamento, a sposare il suo progetto e a riabbracciare Liberi e Uguali sul “modello Zingaretti”. Una vittoria del centrosinistra classico, insomma, con una dirigenza locale che ha fatto dell’autonomia – sia dai vertici regionali che nazionali – la propria forza. Nessun esponente del Nazareno è arrivato a Brindisi in campagna elettorale, né Bari ha mai preso posizione.

“Il 4 marzo qui il M5s aveva preso il 52% per cento e alle Comunali ha chiuso la campagna elettorale con Luigi Di Maio, mentre la Lega ha schierato Matteo Salvini. Eppure al ballottaggio siamo andati noi. Questo dimostra che c’è spazio per il centrosinistra quando presenta storie di rottura con il passato“, spiega Rossi a Ilfattoquotidiano.it. “Bisogna ripartire dai municipi – aggiunge – Sono il luogo di frontiera, dove i cittadini devono essere ascoltati e possono sperimentare un buon governo”. Per il centrosinistra “è arrivato il momento di cambiare la classe dirigente e avere parole nuove che guardino a chi in questi anni di crisi ha sofferto e aspetta risposte da tempo – conclude il neo-sindaco di Brindisi – La base sociale tornino a essere i giovani e chi ha perso il lavoro. C’è un mondo da ricostruire, ma ci sono le possibilità”.