Come mantenere lucidità mentale ed equilibrio psicologico, innanzitutto. E come contrastare efficacemente xenofobia e securitarismo paranoico e vendicativo, come far avanzare, nonostante tutto, la società nel senso della sostenibilità e della convivenza. Questi credo siano gli interrogativi per alcuni (spero siano alcuni) milioni di persone dopo l’avvento del mulino a xenofobia rinnovabile al Ministero degli Inferni.

Nota: in questo post non mi occupo delle divisioni “tutte politiche” ma di sentimenti e problemi che accomunano anti-ruspisti di aree diverse.

Prima di tutto è meglio evitare la continua confusione, il continuo accavallamento tra dichiarazioni, annunci futuribili, risposte, minacce e veri e propri atti di governo. Certo le parole dei governanti dovrebbero essere più importanti e pesate delle parole degli “opinion leader” ma nel caso di Salvini sappiamo che non c’è almeno per ora nessuna differenza.

Occorre che almeno chi nell’informazione lavora (per non parlare di tutti gli autori di post) faccia distinzioni. Ad esempio un titolo tipo Salvini: porti chiusi alle Ong non si dovrebbe più scrivere. Perché se leggo questo titolo penso che sia stata presa una disposizione, non enunciata una vaga idea di evitare che “i vice scafisti” attracchino. Non sto sostenendo di trascurare la gravità delle parole di un ministro, anzi auspico che un pool di esperti sia pronto a denunciarlo per eventuali istigazioni all’odio, minacce, diffusione di notizie che turbino l’ordine pubblico eccetera. E ogni frase, anche identica, che viene ripetuta in una data e in un contesto diverso potrebbe meritare la denuncia. Dobbiamo però evitare un cortocircuito che può produrre solo ansia e assuefazione malamente mescolate e del tutto improduttive.

Non possiamo andare dietro a tutte le sparate, le minacce, le contumelie, che come abbiamo visto possono arrivare anche a una decina al giorno. E’ necessario che ci facciamo una cultura di base su alcuni argomenti caldi, soprattutto quelli che riguardano i migranti ma anche più in generale i diritti e la convivenza. Per esempio: protestando contro l’allucinante proposito di riservare la gratuità degli asili agli italiani molti non si sono resi conto che semplicemente non si può fare, perché non è costituzionale. Recentemente la Corte Costituzionale ha bocciato le leggi regionali di Liguria sulle case popolari e Veneto sugli asili perché pretendevano di riservare i benefici solo a chi soggiorna da moltissimi anni. Già questo è anticostituzionale, escludere del tutto gli stranieri non esiste proprio.

Se non studiamo le cose per almeno dieci minuti ogni volta rischiamo di perderci in polemiche del tutto virtuali. Allora potremmo riprendere il dibattito sulla pena di morte, le pene corporali e chissà cos’altro. Invece per il nostro e altrui benessere mentale concentriamoci su cosa accade e può accadere realmente, sui conflitti e i dilemmi veri, per esempio quello sugli immigrati “irregolari” che invece di espellere faremmo meglio a regolarizzare se hanno trovato, come in tantissimi hanno trovato o possono trovare, occasioni di lavoro di reddito e di inserimento sociale. O sul dilemma vero tra pene alternative e carcerizzazione. E’ assai probabile che dovremo presto scendere in piazza partecipare a proteste e soprattutto dare personalmente soldi per iniziative di solidarietà, di difesa, innovazione, lotta.

Mi piacerebbe discutere da qualche parte il che fare, ho anche pubblicato una mia proposta di dieci punti contro la xenofobia che vedo oggi molto più minacciosa della omofobia. Ma una cosa si può proporre intanto a tutti quelli che si indignano e inquietano per le uscite del ministro degli “Inferni”: chi ancora non lo fa, faccia qualcosa di concreto con i migranti per cercare in modo simpatico e psicologicamente gratificante – per noi, intendo, non solo per loro – di rafforzarne la “resilienza”, insomma per aiutarli ad avere un inserimento. Difendere e rafforzare i pezzi di società sostenibile a portata di mano ci aiuterà nei conflitti imminenti. Salvifichiamoci.