Fumata nera per il secondo incontro tra Papa Francesco e il Patriarca ortodosso russo Kirill. Non sarà Bari il luogo del nuovo abbraccio tra i due leader religiosi dopo lo storico faccia a faccia avvenuto a Cuba nel 2016. Ad annunciarlo ufficialmente, il giorno dopo aver incontrato Bergoglio in Vaticano, è stato il metropolita Hilarion, capo del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, che ha assicurato la sua presenza nel capoluogo pugliese in rappresentanza di Kirill, il 7 luglio prossimo, per la giornata di riflessione e preghiera indetta dal Papa sulla situazione drammatica del Medio Oriente.

Non è bastato il lavoro di mediazione di questi ultimi mesi tra il Vaticano e il Patriarcato ortodosso russo a convincere Kirill a compiere un ulteriore gesto importante di riconciliazione incontrando il Papa a Bari. Due i fattori che hanno pesato maggiormente nella decisione. Da un lato il luogo dell’incontro, ovvero l’Italia, vista dal Patriarca non come un Paese neutrale, a differenza di Cuba. E poi la presenza nel capoluogo pugliese del Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, con il quale non scorre buon sangue. Nel 2016 Kirill decise, infatti, di disertare il Concilio ortodosso che si svolse a Creta proprio sotto la presidenza di Bartolomeo.

Già alla vigilia dell’incontro in Vaticano tra Bergoglio e Hilarion si era iniziato a comprendere che il Patriarca ortodosso russo non sarebbe venuto in Italia. “L’incontro di Papa Francesco e del Patriarca Kirill a L’Avana – ha spiegato Hilarion al Sir – ha aperto una nuova pagina nelle nostre relazioni. Sono state prese in quella occasione molte decisioni che stiamo ancora cercando di implementare. Quindi stiamo lavorando sulle conseguenze di quell’incontro e sulle implementazioni di ciò che il Papa e il Patriarca hanno deciso”. A Roma Hilarion, accompagnato da una delegazione del Patriarcato di Mosca, è stato ospite della Conferenza episcopale italiana presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti.

Il “ministro degli Esteri” di Kirill ha espresso totale convergenza sui numerosi appelli di Francesco. “Siamo molto preoccupati – ha affermato il metropolita – della situazione in Medio Oriente e dell’esodo massiccio dei cristiani da quella regione. È un genocidio perpetrato dagli estremisti islamici. Una situazione che denunciamo in tutte le sedi e ogni volta che possiamo, anche per incoraggiare a fare insieme qualcosa per aiutare i cristiani perseguitati. Abbiamo promosso alcune iniziative in questo senso, ma non sono così tante quanto sarebbero necessarie veramente. Avvertiamo un senso di urgenza, perché se i cristiani fuggono e non si creano le condizioni perché possano un giorno ritornare, in quelle terre non torneranno mai più”.

Sulla giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente che si terrà a Bari, Hilarion ha sottolineato “che si tratta un’iniziativa molto importante. Molte ne sono state organizzate in questa direzione. Credo che come Chiese dobbiamo esprimere la nostra solidarietà ai cristiani perseguitati in Medio Oriente”. Il rappresentate del Patriarcato ortodosso russo ha espresso anche grande riconoscenza per il pellegrinaggio delle reliquie di San Nicola da Bari a Mosca e San Pietroburgo che si è svolto lo scorso anno. “Più di 2 milioni di persone – ha sottolineato Hilarion – sono arrivate per venerarle. È stato l’evento più importante nelle relazioni tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana”. E incontrando il Papa, il metropolita ha evidenziato che “nel mondo, che sta attraversando un periodo di drammatiche divisioni, non si può sottovalutare il ruolo pacificatore e umanitario delle Chiese”.

Twitter: @FrancescoGrana