Uscita dall’euro, ritiro delle sanzioni alla Russia e conflitto di interessi. Poi legge anticorruzione e richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico all’Italia. Tutto supervisionato da un comitato di riconciliazione parallelo al consiglio dei ministri. E’ quanto contenuto in una prima bozza del contratto di governo a cui stanno lavorando Lega e M5s e pubblicato in esclusiva dall’Huffington post. Una bozza che, hanno subito specificato i due partiti in una nota congiunta, risale alle 9.30 del 14 maggio. Quindi, si legge: “E’ una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico. La versione attuale, dunque, non corrisponde a quella pubblicata. Molti contenuti sono radicalmente cambiati. Sull’euro, ad esempio, le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica. La versione pubblicata, dunque, non è fedele a quella attuale”.

Una delle idee inserite nella bozza è il Comitato di riconciliazione, organo definito “consultivo e decisionale” che decide con maggioranza a due terzi. E’ composto da presidente del Consiglio dei ministri, il capo politico M5s, il segretario federale del Carroccio, i capigruppo di Camera e Senato delle due forze politiche e il ministro competente per materia. Un organismo che ricorda quello istituito dal governo Craxi per dirimere le controversie più delicate prima che arrivassero sul tavolo del consiglio dei ministri nel 1984 e dove sedevano i principali ministri e i leader dei partiti. Si tratta di un organismo che era stato suggerito in un certo senso anche dal professor Giacinto Della Cananea, l’esperto incaricato dai 5 stelle di trovare i punti di convergenza tra i programmi delle forze politiche. Nel testo vengono disciplinate le modalità e i tempi con cui fare riferimento al comitato: “Nel caso le diversità persistano verrà convocato un Comitato di Conciliazione”, si legge. E quindi sarà tirato in ballo se non si trova un accordo, ma anche se subentrano “crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici”.

Conflitto di interessi – I temi toccati sono ordinati in ordine alfabetico. Si parte con agricoltura e si termina con banche e risparmio. Si segnala la presenza del capitolo sul conflitto di interessi, tema molto caro ai 5 stelle e che è stato messo da Di Maio come elemento fondamentale da inserire nel programma. La dicitura rimanda direttamente alla proposta dei 5 stelle e colpisce direttamente Silvio Berlusconi: “Riteniamo che debba qualificarsi come possibile conflitto di interessi”, si legge nella bozza rilanciata dall’HuffPost, “l’interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo, indipendente e imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare a un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario”. E, come già nella proposta di legge M5s, si specifica che va applicato a tutti: “Intendiamo inoltre estendere la disciplina a incarichi non governativi ossia a tutti quei soggetti che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società partecipate dallo Stato”.

Giustizia – Da segnalare anche il passaggio sulla giustizia, dove si notano la maggior parte delle proposte M5s: “Riforma della prescrizione; rafforzamento della legge anti-corruzione e quindi “aumento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione”, “daspo per i corrotti e corruttori“, “agente sotto copertura” e “agente provocatore”; incremento dell’uso delle intercettazioni. Quindi in generale, si legge dalla bozza pubblicata dall’HuffPost, “per garantire il principio di certezza della pena è essenziale abrogare tutti i provvedimenti emanati nel corso della precedente legislatura, tesi unicamente a conseguire effetti deflattivi in termini processuali e carcerari”.

Fedeltà alla Nato, ma Russia strategica – Se da una parte nella bozza si stabilisce che gli Stati Uniti sono alleato “privilegiato”, allo stesso tempo si parla di Mosca come “interlocutore strategico” e si dice “opportuno il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia”. Per quanto riguarda le missioni all’estero, viene definito essenziale “rivalutarle”.

Euro ed Europa- E’ questa una delle parti che Carroccio e Movimento 5 stelle assicurano essere stata modificata. Nella versione pubblicata dall’Huffington post però viene enunciato che uno degli obiettivi è quello di creare “specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e recuperare la propria sovranità monetaria”. Ovvero si prevede di poter “avviare un percorso condiviso di uscita concordata in caso di chiara volontà popolare”. Si parla anche di una “necessaria ridiscussione dei trattati dell’Unione europea”. Si chiede quindi “una modifica radicale del Patto di Stabilità e di Crescita”.

Debito pubblico, richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito pubblico
Una delle misure proposte, si legge sempre nella bozza, per ridurre il debito pubblico, è quella di chiedere alla Bce guidata da Mario Draghi di cancellare 250 miliardi di titoli di Stato.  Altro intervento proposto riguarda i 200 miliardi di “patrimonio pubblico (caserme, palazzi, monumenti ecc)” che si intende vendere “al risparmio domestico”. “Di fatto questo equivale a trasferire il risparmio degli italiani dal debito pubblico al patrimonio immobiliare”, si legge.

Immigrazione – Su questo punto si trova la dicitura M5s di “business” e di gestione dei fondi “poco trasparente e permeabile alle infiltrazioni della criminalità organizzata”. Quindi si chiede: “superamento del regolamento di Dublino, attraverso il ricollocamento obbligatorio e automatico dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell’Ue”. Questo si scontra con le proposte più dure del Carroccio che invece chiedono di rivedere integralmente le normative e vogliono una nuova politica di respingimenti.

Flat tax – E’ il tema voluto dalla Lega e su cui storcono il naso i 5 stelle. Per il momento si legge soltanto: “La parola chiave è flat tax, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali”. In generale sul tema tasse si prevede: lo stralcio delle cartelle Equitalia in casi di “perdita di lavoro, malattie, crisi familiari, ecc.” e interventi contro l’evasione fiscale voluti dai 5 stelle (“inasprimento dell’esistente quadro sanzionatorio, amministrativo e penale, per assicurare il carcere vero per i grandi evasori”).

Superamento Fornero –  Nonostante le campagne per l’abolizione, si prevede solo il “superamento”. Ovvero ci si impegna a stanziare 5 miliardi “per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”. Quindi la famosa proposta “quota 100” su cui entrambi concordano: “Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”.

Reddito di cittadinanza – La proposta che viene accolta è quella firmata 5 stelle: quindi 780 euro mensili per i singoli senza lavoro con uno stanziamento di 17 miliardi. Prevedendo una carenza di risorse sul tema, si invoca già nel documento un intervento dell’Unione europea: “Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A80292/2017 del parlamento europeo, che garantirebbe l’utilizzo del 20 per cento della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia”.

Chiusura dell’Ilva – Generico anche il punto che riguarda l’Ilva di Taranto: si prevede la chiusura, ma “salvaguardando i livelli occupazionali”. Come? Si parla di un “programma di riconversione economica” e “bonifiche del sito”. Nel merito ha già replicato il ministro uscente Carlo Calenda che ha rilanciato la parte in questione su Twitter, dicendo: “il tempo per mettere in sicurezza l’Ilva si sta rapidamente esaurendo”.

Scuola e cultura
Per quanto riguarda la cultura si propone essenzialmente la riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Mentre sul settore scuola ci si pone come obiettivo quello di intervenire contro la riforma della Buona scuola di Renzi: quindi evitare i nuovi trasferimenti e cancellare “la chiamata diretta dei docenti”. E via l’alternanza scuola-lavoro. Per l’università si propone una “revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato”.

Sport
Nella bozza si parla anche del Coni. E si chiede un controllo più rigoroso dell’assegnazione delle risorse. “Il governo deve assumere con maggiore attenzione il ruolo di controllore delle modalità di assegnazione e di spesa delle risorse destinate al Coni”. Quindi “rivederne le competenze” e i “rapporti con altri ministeri”. “Fatta salva l’autonomia, il governo sia compartecipe delle modalità con cui vengono spesi e destinati i contributi pubblici assegnati al Coni e trasmessi alle Federazioni”.

Acqua pubblica
Nel testo c’è anche un riferimento all’acqua pubblica e al referendum del 2011. E quindi si chiede una “ristrutturazione della rete idrica“.