Un ritorno al voto come un “ballottaggio di fatto“? Mica tanto. Se Luigi Di Maio e Matteo Salvini sperano di trovare in “nuove elezioni subito” l’abracadabra della soluzione ai loro problemi, si possono già mettere l’animo in pace: è quasi impossibile. Con il Rosatellum e con la disposizione territoriale dei voti del 4 marzo i due schieramenti principali dovrebbero fare uno sforzo troppo grande per sperare di raggiungere la maggioranza alla Camera. Lo dice un’analisi del voto di YouTrend che conferma come il 40 per cento, da molte parti segnalata come soglia implicita alla vigilia delle Politiche, non è sufficiente per ottenere i 316 seggi a Montecitorio. In breve, il M5s dovrebbe superare almeno il 41 per cento, mentre il centrodestra dovrebbe fare un balzo oltre il 42.

La missione quasi impossibile
Significa che i Cinquestelle rispetto alle elezioni politiche dovrebbero saltare in avanti di 8 punti e mezzo, un aumento irreale secondo ogni possibile flusso elettorale (come d’altra parte hanno confermato le elezioni regionali). Il centrodestra dovrebbe sperare in un incremento di 5 punti, meno proibitivo ma ugualmente impegnativo, anche perché fino ad oggi si è assistito spesso più a un travaso di voti interno alla coalizione, con la Lega che ruba voti a Forza Italia. Per inciso, secondo l’ultimo sondaggio di Piepoli pubblicato dalla Stampa, il centrodestra tutto insieme arriva al 39 grazie all’incremento del Carroccio di quasi 4 punti (dal 17,3 al 21) che annulla la perdita degli azzurri (dal 14 al 13).

L’Italia divisa in due
Ma il dato nazionale conta fino ad un certo punto, visto che una quota dei seggi è assegnata con i collegi del maggioritario. E’ questo il centro del meccanismo evidenziato dall’analisi di YouTrend illustrata da Andrea Maccagno. L’Italia, come noto, è spaccata in due: egemonia del centrodestra al Centro-Nord, dominio del M5s al Sud, con le poche zone rosse rimaste in parte di Toscana ed Emilia Romagna, oltre che nei collegi dei centri delle grandi città. Le premesse sono altre due: lo studio è stato possibile variando solo le percentuali dei tre schieramenti principali (centrodestra, centrosinistra, M5s che rappresentano oltre il 90 per cento); dall’altra parte restano identici anche i seggi assegnati (col proporzionale puro) nella circoscrizione Estero (6 al centrosinistra, 3 al centrodestra e uno al M5s).

Centrodestra, obiettivo 42 per cento (per 327 seggi)
Da una parte, dunque, la coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia-Noi con l’Italia dovrebbe raggiungere almeno il 42 per cento. Così i 4 partiti potrebbero prendere tutti insieme 327 deputati e ricevere subito l’incarico di governo dal Quirinale. Automaticamente i Cinquestelle alla Camera sarebbero 189 (con 38 seggi in meno), mentre il Pd e gli alleati conterebbero su 98 seggi (24 in meno di oggi). Il centrodestra raccoglierebbe 42 collegi uninominali in più rispetto alle Politiche: 35 al Centro-Sud (22 in più di due mesi fa), 30 nelle Regioni rosse (più 13) e addirittura 86 al Nord (più 7). Qui la coalizione guidata da Salvini conquisterebbe quasi il 95 per cento dei collegi in palio e agli avversari resterebbero solo i collegi di Torino 1 (vinto da Andrea Giorgis, deputato orlandiano del Pd), Bolzano (dov’è stata eletta la ministra Maria Elena Boschi), Merano (Albrecht Plangger, Svp) e Bressanone (Renate Gebhard, Svp) e quello della Val d’Aosta (Elisa Tripodi, M5s).

M5s, unico orizzonte 41 per cento (per 317 seggi)
Dall’altra parte il M5s dovrebbe avere come orizzonte il 41 per cento per superare la soglia dei 316. Di molto poco: di un solo deputato. L’opposizione di centrodestra avrebbe 201 seggi (meno 64) e quella di centrosinistra 96 (meno 26). In particolare, secondo le proiezioni di YouTrend, il M5s vincerebbe in 55 collegi in più rispetto al 4 marzo (togliendone 42 alle destre e 13 al centrosinistra): 19 al Nord (15 in più del 4 marzo), 30 nelle Regioni rosse (più 25), 99 al Centro-Sud (più 15). Qui il Movimento Cinque Stelle vincerebbe il 98 per cento dei collegi in palio, lasciando agli altri solo i collegi di Roma a Trionfale e a Montesacro, nei quali sono stati eletti il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e la ministra uscente Marianna Madia.