Musica rock e divertimento a sostegno, in particolare, della ricerca contro la Sla. La festa organizzata la sera del 12 aprile dall’associazione no profit Slanciamoci (presieduta da Beppe Camera) all’Alcatraz di Milano, arrivata alla nona edizione, ha coinvolto oltre 3mila persone“Siamo molto soddisfatti dell’evento, nonostante la pioggia torrenziale. Sono venuti a sostenere la nostra causa sia i ragazzi delle superiori che gli over 60, tutti uniti verso un unico obiettivo: dare il proprio contributo per vincere la battaglia contro la Sla. L’incasso è stato superiore ai 50mila euro, un grande risultato”, ha detto a ilfattoquotidiano.it Luca Morfini, l’organizzatore dell’iniziativa.

Soldi che verranno destinati al Centro clinico Nemo di Niguarda a Milano e alla Fondazione Need Institute. “Non si tratta di una semplice raccolta fondi per aiutare la ricerca scientifica sulle patologie neurologiche, come la sclerosi laterale amiotrofica, le distrofie e atrofie muscolari spinali (Sma). La festa di Slanciamoci – aggiunge Luca – è anche un evento unico, trasversale, dal carattere fortemente inclusivo, che nel corso degli anni si è guadagnato una sua identità precisa, diventando un punto di riferimento per la realtà milanese”.

Ma come nasce questa idea di avvicinare il rock alla lotta contro la Sla? Tutto questo non esisterebbe senza l’intuizione di Nanni Anselmi, uomo carismatico e dalla vitalità contagiosa, ammalatosi di Sla e scomparso circa due anni fa. “Nanni è stato in grado di trasmettere il senso positivo della vita nonostante questa malattia gravissima. ‘Bisogna lavorare sulle opportunità, non sugli ostacoli’, amava dire Anselmi”, racconta al Fatto.it la figlia Lavinia. Dalla sua passione per il rock, Nanni ha voluto creare Slanciamoci nel 2011 con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle patologie genetiche neuromuscolari attraverso forme di fundraising durante serate musicali. “Mio padre ha sempre voluto che l’associazione riflettesse lo slancio di una persona che non vuole arrendersi alle difficoltà della vita e l’accoglienza di una comunità che gli è stretta intorno”, spiega Lavinia Anselmi.

E poi ci sono i volontari, fondamentali per realizzare un evento del genere, tra prevendita dei biglietti e diffusione delle locandine. Quasi sempre giovani, con contatti, diretti o indiretti, con il mondo delle persone con disabilità. “Nel 2013 mi venne affidata la gestione di una Assistenza domiciliare integrata – racconta Livia, una di loro -Rimasi ingenuamente stupita nel vedere quanti giovani ne avessero bisogno. Esistenze, coppie, famiglie messe in crisi da una malattia per cui ancora non esiste cura. Rimasi quindi affascinata dall’atteggiamento di Nanni: bloccato su una carrozzina aveva voglia di combattere e ballare sulle note del rock. Slanciamoci si è affermato negli anni soprattutto come strumento per diffondere un modo di ribellarsi alla malattia con la grinta di chi vuole ballare fino alla fine”, spiega la volontaria.

Chi volesse contribuire alla causa di Slanciamoci, dedicando parte del proprio tempo libero, può scrivere a rock@slanciamoci.it. “Nanni – conclude la figlia Lavinia – è come se avesse osato tutto il possibile da quando avuto la Sla: il suo coraggio e la sua temerarietà, il suo modo di mordere la vita sono stati un motore incredibile per lui come per tutti noi che gli siamo stati vicini, ricordandoci sempre di rimanere saldi sulle cose che contano davvero”.